Pittini, «Problema per operai e le loro famiglie»

«Ho verificato che il Ministero sia ancora disponibile a riconvocare il tavolo sulla vertenza Pittini, con Sindacati, Azienda e Istituzioni ma, qui in Abruzzo, bisogna cambiare passo di fronte alle gravi crisi aziendali che si moltiplicano e le situazioni drammatiche in cui versano migliaia di lavoratori». Cosi ha dichiarato la senatrice Stefania Pezzopane che ha anche annunciato di presentare una apposita interrogazione urgente al ministero delle Attività Produttive e del Lavoro sulla vertenza Pittini.

«Un'altra vicenda tragica che attraversa la nostra Provincia, vicenda esplosa per volontà dell'Azienda a soli tre anni dall'accordo raggiunto al Ministero a seguito dell'uscita di scena della Maccaferri. Un grosso problema per gli 86 lavoratori e per le loro famiglie, ma anche per Celano e la Marsica è un colpo al cuore. Grazie anche al Prefetto e al lavoro prezioso delle organizzazioni sindacali un tavolo e già attivato, ma Azienda e Regione sono stati assenti e hanno svuotato di significato lo sforzo fatto. Noi abbiamo il dovere di insistere. E la Regione ed il Presidente Chiodi non possono continuare a fregarsene dei drammi del territorio. In questo quadro drammatico,dobbiamo tutti unirci attorno ai lavoratori e alle loro famiglie per trovare soluzioni e per spingere l'Azienda ad un confronto. Risulta quindi avvilente,la posizione autarchica del sindaco di Celano e parlamentare Filippo Piccone che, di fronte ad un giusto appello del Vicepresidente del Consiglio Regionale Giovanni D'Amico, di far convergere tutte le forze in una unità di crisi, si chiude a riccio stigmatizzando proprio chi, come D'Amico, Di Pangrazio ed altri, stanno cercando, anche con iniziative in Consiglio regionale, di svegliare dal letargo il Presidente della Regione. Anche in questa vicenda spicca l'assenza di Chiodi. L'idea invece di lavorare tutti insieme uniti agli 86 lavoratori, nei diversi livelli istituzionali e insieme a tutte le forze sociali è una buona proposta da cogliere al volo, ma è una vera e propria urgenza».

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