Corteo per legge regionale case popolari

Una legge regionale "ad hoc" per la ricostruzione e la messa in sicurezza antisismica delle case popolari danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009. Questa la richiesta del movimento Mia Casa d'Abruzzo, guidato dall'ex parlamentare Pio Rapagnà, che oggi è tornato a protestare davanti a palazzo dell'Emiciclo all'Aquila, sede del Consiglio regionale, oggi riunito in seduta ordinaria.

La legge, spiegano gli organizzatori, servirebbe a razionalizzare e coordinare un totale di 1.109 disposizioni attualmente in vigore, di cui 5 leggi speciali, 21 direttive del commissario vicario, 25 atti delle strutture di gestione della emergenza, 51 atti della struttura tecnica di missione, 62 dispositivi della Protezione civile, 73 ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri, 152 decreti del commissario delegato e presidente della Regione Abruzzo, 720 ordinanze del Comune dell'Aquila e innumerevoli atti e convenzioni tra 'soggetti attuatori' della ricostruzione.

Il Mia Casa denuncia «una preoccupante situazione di fatto che ha portato, a 4 anni e 6 mesi ormai trascorsi, alla non ricostruzione pesante degli alloggi pubblici dell'Ater e del Comune e alla confusionaria interpretazione delle norme attuative prodotte in questi anni». Ecco perché «le tante famiglie ancora sfollate, presenti alla manifestazione - dicono gli organizzatori - chiedono al Consiglio regionale di approvare una legge entro il 15 dicembre prossimo, e cioè prima della scadenza naturale della legislatura». Si pensa anche a un Comitato promotore per la presentazione di una «proposta di legge di iniziativa popolare».