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Argentina restaura museo aquilano

di Antonella Calcagni

Batterà un cuore argentino nel “nuovo” museo di Santa Maria dei Raccomandati, visto che il progetto di ristrutturazione sarà donato dal Paese Sudamericano all’Amministrazione comunale.

Una operazione resa possibile grazie all’attivazione di due Borse di studio destinate alle migliori studentesse delle facoltà di architettura di Buenos Aires della durata di 6 mesi e del costo di 3.500 euro ciascuna. Le novelle progettiste sono Daniela Couto e Debora Busch e lavoreranno sotto la direzione della scuola di specializzazione dei Beni architettonici e del paesaggio de La Sapienza di Roma, diretta dal professor Giovanni Carbonara in sinergia con L’Ateneo Aquilano.

Non vi è dubbio che la destinazione sarà ancora quella museale. L’auspicio del sindaco Massimo Cialente è che diventi il museo archeologico della città mettendo in mostra i tesori rinvenuti nelle necropoli di Fossa, Bazzano e Navelli. «Ci aspettiamo molto da questo intervento – ha detto - sperando che il progetto potrà essere redatto in fretta in tempo per L’Aquila capitale della cultura».

A dare la buona notizia ieri, a stage iniziato, è l’ambasciatore argentino in Italia, Torcuato Di Tella che in mattinata ha visitato anche il centro storico dell’Aquila. Il diplomatico ha parlato di un granello di sabbia per la ricostruzione. «Spero che il gesto sia simbolico e segni l’avvio di una collaborazione più stretta per il futuro, un gemellaggio fra i nostri Paesi».

Sulla base del progetto, come ricordato dall’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, potrà essere richiesto il finanziamento per l’antico immobile posto nell’asse centrale che non dovrebbe superare i 15 milioni di euro. Cialente ha ringraziato, fra gli altri, l’avvocato Fabrizia Aquilio trait-d’union fra L’Aquila terremotata e la solidarietà del mondo, incaricata dopo il sisma dalla Farnesima per la promozione del patrimonio culturale aquilano.

«Si tratta del percorso di solidarietà più adatto per la città che consente peraltro uno scambio culturale», ha commentato la Aquilio. Il direttore generale Beni Culturali, Fabrizio Magani ha colto l’occasione per lanciare la necessità di ripensare la fruizione museale all’interno della città. «A maggio sarà ultimato il restauro dell’ex mattatoio che diventerà sede temporanea del museo D’Abruzzo. Non è detto che le opere debbano tornare un giorno al forte spagnolo».