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Aeroporto Parchi, «Nessun interesse personale»

di Antonella Calcagni

Nessun “interesse del singolo”, ma solo il tentativo di creare un ritorno di immagine per l’aeroporto dei parchi. Si difende Corrado Ruggeri, dalle accuse rivoltegli dall’amministratore unico della Xpress, Giuseppe Musarella. Quest’ultimo aveva adombrato l’ipotesi che Ruggeri potesse sparare a zero nei confronti della nuova vocazione dello scalo per un proprio tornaconto, divulgando a dimostrazione, il contenuto di una lettera inviatagli dallo stesso creatore dello scalo 4 mesi prima. Una nota in cui il segretario di 'L’Aquila città aperta' offriva una sorta di collaborazione alla Xpress che però non si era pronunciata in merito.

Il proponente ora non ci sta a passare per colui che non vuole mollare il giocattolo: «Quando parlo di aviazione generale – spiega Ruggeri – parlo di centinaia di appassionati: quando parlo del progetto Thales mi riferisco a un ritorno di immagine per lo scalo; quando parlo di rimozione dei velivoli mi riferisco al fatto che gli stessi devono essere rimossi perché non possono più restare in una struttura pubblica».

Un Ruggeri “romantico” ricorda di aver amato l’aeroporto, «ma non condivido – aggiunge - l’annientamento di quella passione di coloro che di tasca propria hanno realizzato e finanziato quella struttura». Fra questi c’è, appunto, lo stesso Ruggeri che può essere considerato uno dei padri storici dello scalo. Quello che teme ora lo scrivente è che lo scalo possa diventare una cattedrale nel deserto.

«Mi piace, invece, un aeroporto che oltre al traffico commerciale possa inserire quei 46 mila movimenti l’anno che lo scalo registrava quando era gestito dall’”interesse del singolo”», chiosa il segretario cittadino di 'L’Aquila città aperta'.