Aeroporto dei parchi, spazio all’innovazione

di Roberta Galeotti

Abbiamo incontrato l'amministratore delegato della Xpress per conoscere, fuori dalle conferenze stampa e lontano dalle telecamere, gli imprenditori che per i prossimi venti anni si occuperanno di lanciare il trasporto aereo a L'Aquila. Come sempre succede in questa strana città, la dietrologia e l'istinto 'santagnesino' hanno ricamato sugli abiti di questa società le etichette le più disparate. La cattiva informazione ha fatto il resto.

Senza peccare di qualunquismo crediamo di aver incontrato degli imprenditori affermati a livello nazionale nel campo dell'handling a terra e del movimento merci, che si sono accaparrati con una offerta dignitosa la gara dell'Aeroporto aquilano, unico aeroporto in Italia ad essere stato messo a disposizione dell'imprenditoria privata attraverso un bando pubblico.

Questo è lo snodo dell'affaire aeroporto dei parchi.

Tutti gli aeroporti italiani sono a partecipazione pubblica, cioè sono gestiti da società a partecipazione pubblica sovvenzionate dallo Stato e dai soldi dei contribuenti, primo fra tutti l'aeroporto di Pescara che costa oltre 5 milioni di euro di piano marketing.

Il tanto sbandierato piano Passera con il famigerato break even point fissato ad 1 milione di passeggeri annui, infatti, si focalizza su aeroporti con società di gestione a capitale pubblico.

{{*ExtraImg_163213_ArtImgRight_300x193_}}Ci guarda negli occhi Musarella quando difende il suo business plan da società privata che sta costruendo una serie di accordi commerciali che renderanno redditizio il polo aeroportuale. «Siamo partiti mettendo in pratica tutti gli accorgimenti dei maggiori aeroporti d'Europa. Nei loro piani di spending review gli aeroporti stanno limitando le zone riservate all'aviazione e stanno ampliando le zone dedicate a tutti quei servizi a terra che rappresentano la vera redditività degli aeroporti. Dai parcheggi, alle zone di shopping, a quelle della ristorazione la Xpress gradualmente lancerà il trasporto aereo anche a L'Aquila».

Lo Stato deve affrontare negli aeroporti italiani anche tutta una serie di costi indiretti che fanno lievitare in modo sproporzionato l'onere dei costi, tanto che molti aeroporti improduttivi rischiano la chiusura. Gli aeroporti di Rimini e di Forlì, ad esempio, rischiano di essere messi a bando per l'affidamento ad un gestore privato, come è successo a L'Aquila.

Ha i piedi per terra e ben saldi l'imponente imprenditore che, davanti alle mie provocazioni, dimostra di avere un piano progettuale molto chiaro per il nostro aeroporto.

L'autorizzazione ottenuta dall'Enac, che attende la firma del ministero in questo momento, infatti, prevede i voli esclusivamente nelle ore di luce. Quindi provocato sul come intende organizzare i voli di collegamento con il nord Italia, Musarella mi fredda con la consapevolezza di chi intende approcciare gradualmente ad un processo di modificazione sociale. «Per il momento prevediamo un volo di collegamento al giorno, in centro mattina, con una città del nord, i cui dettagli dipenderanno dagli accordi che la compagnia Darwin prenderà con il relativo scalo. Possiamo accompagnare la strategia della compagnia, ma poi non entriamo nel merito delle scelte, possiamo aiutare con il marketing il lavoro di promozione dello scalo. Non intendiamo, comunque, rivoluzionare con progetti avveniristici i collegamenti di questa città. Sarà una crescita graduale».

Abbiamo affrontato quindi l'annosa questione dei finanziamenti pubblici a sostegno dell'aeroporto. Abbiamo avuto chiarimenti in merito agli ottocentomila euro ottenuti dalla Regione Abruzzo e derivanti dal bando Lavorare in Abruzzo3 a cui ha risposto la Xpress posizionandosi sesta su 26 progetti finanziati.

La proposta presentata a bando prevede l'assunzione di 60 persone che saranno strutturate nella sede dell'Aquila presso la direzione generale. «Nella sede di Milano lavorano diversi dipendenti, figure non operative che si occupano soprattutto di marketing, sposteremo la sede. Abbiamo incentivato il trasferimento e, infatti, L'Aquila ha già venti nuovi residenti». La Xpress ha in totale un centinaio di dipendenti e sono altrettanti i lavoratori dell'indotto. Il gruppo si occupa di handling, cioè degli spostamenti del bagaglio dal gate all'aereo, della movimentazione delle merci negli scali minori in tutto il territorio nazionale, «gestendo il 75% della movimentazione cargo e dell'handling dell'aeroporto di Catania».

Per quanto concerne il finanziamento del Comune dell'Aquila, invece, «i 196.000 euro previsti a bilancio - ci spiega Murella - sono un contributo per lo start up, che il Comune ha deciso di riconoscerci a fronte di un conto economico di 700.000 euro annui che la Xpress ha deciso di affrontare per gestire questo scalo con la consapevolezza che la nostra capacità ci permetterà di fare dei proventi e di portarlo in positivo». «Tutti gli accordi commerciali conclusi in questo anno di lavoro hanno permesso alla nostra società e, indirettamente, allo scalo di porre le basi per trasformare questo posto in un aeroporto commerciale. Lo stesso accordo di 6 anni sottoscritto con la società Inair, che gestisce la base logistica del 118, testimonia un approccio diverso al lavoro che si intende fare in questo scalo. Le operazioni di riqualificazione hanno fatto cambiare aspetto all'aeroporto».

Anche la festa di inaugurazione prevista per sabato sera 'Party con noi' conferma la propensione di Musarella a rompere gli schemi. L'imprenditore calabrese ha, infatti, organizzato una grande festa per il lancio dello scalo coinvolgendo tutti i gestori dei locali della movida aquilana con dei bus navetta dalla Fontana luminosa. Si può apprezzare o meno l'iniziativa, ma bisogna ammetterne il forte impatto comunicativo che di certo non 'puzza di stantio'.