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Tribunale Sulmona: «diventi una battaglia territoriale»

Con una nota 'Ripensiamo il territorio per il centro Abruzzo' è intervenuto in difesa del Tribunale di Sulmona.

Riportiamo integralmente la nota a firma di Giovanni Natale.

Esprimiamo solidarietà e rinnoviamo la nostra adesione al Comitato di Difesa del tribunale di Sulmona, sulla battaglia che si sta conducendo per la sua difesa, essendo un patrimonio che appartiene a tutta la comunità del Centro Abruzzo. Ma, come già fatto nei mesi scorsi, scrivendo al Sindaco di Sulmona, evidenziamo che se essa non è legata ad un progetto di unificazione del Centro Abruzzo che miri a fare una massa di popolazione forte e critica, la battaglia rischia di essere perdente.

Bisogna sin d’ora unire le forze generali del territorio su un progetto e una prospettiva comune, senza la quale non si va da alcuna parte. Tale aggregazione va colta entro il 2015, data che sembra essere l’ultimo termine utile, ne avremmo così non solo vantaggi economici immediati per tutto il territorio, ma si getterebbe basi oggettive e concrete per la salvezza dello stesso tribunale, e non solo.

Quello che accade oggi è frutto di decenni di assenza e di lavoro progettuale e programmazione politico-amministrativo. Ora, vogliamo sperare non si commetta lo stesso errore buttandoci su una strenua battaglia di difesa senza lanciare alcuna indicazione strategica. E’ di tutta evidenza che se non c’è “popolazione”, ed essa continua a diminuire, se non c’è rilancio del territorio, ed esso non può avvenire più con i campanilismi da tutte le parti, sia in senso territoriale che in senso di organizzazioni generali, sport e giustizia compresi, non si va da nessuna parte e significa che non stiamo preparando un futuro migliore e più prospero.

Perciò alla solidarietà uniamo un appello al Sindaco di Sulmona, da capofila, primus inter pares del territorio, affinché apra una discussione sul progetto di prospettiva del territorio legato al suo assetto più coeso, così il tribunale potrà diventare un elemento di forza in tutta questa battaglia, trasformato in un fatto concreto su cui unire tutte le nostre popolazioni.

Insomma non deve essere una battaglia di disperazione, ma soprattutto di prospettiva. Noi ci stiamo, siamo presenti da tempo ormai, e continueremo.