Perdonanza: patrimonio dell’Unesco dal 2015

di Antonella Calcagni

Perdonanza come icona di una città nuova: equa e solidale, volàno della ricostruzione e pilastro del progetto L’Aquila Capitale della cultura europea. Un salto di qualità sancito dalla Commissione Italiana Unesco che ha benedetto la candidatura della Perdonanza quale patrimonio immateriale dell’Umanità. L’Italia ha detto sì, a breve toccherà alla commissione mondiale Unesco dare il via libera definitivo a quello che non è solo un riconoscimento, ma soprattutto un impegno per la città dell’Aquila a mantenere la valenza della manifestazione.

Per il presidente della Commissione italiana Unesco, Giovanni Puglisi, il riconoscimento, che sarà ufficializzato nel 2015, rappresenta anche «un risarcimento internazionale ad una città martoriata dal destino ma fortunata per la sua storia. È il risarcimento della Comunità internazionale dopo le promesse vane dei grandi della Terra che passando di qui promisero mari e monti. La commissione italiana ha deciso di posporre la candidatura nel 2015 per dare modo nel 2014 di celebrare il riconoscimento della coltivazione dell’alberello di vite di Pantelleria». Insomma è fatta, esulta il comitato promotore, del resto nella storia recente il comitato mondiale ha detto no solo una volta ad una candidatura italiana.

Da non sottovalutare tutto il movimento di intellettuali che ha costruito, tassello dopo tassello il dossier spedito a Parigi e la benedizione del Governo Italiano presente ieri in occasione dell’annuncio ufficiale con il segretario generale Mibac, Antonia Pasqua Recchia. La scelta della commissione italiana non è stata facile. A convincere sono stati tre elementi caratterizzanti della Perdonanza: L’unicità legata alla Bolla di Celestino V, la consapevolezza del suo valore religioso, e il valore identitario.

L’aspetto poco noto è che una volta ottenuto, il riconoscimento potrà anche essere revocato dall’Unesco, di qui la richiesta di Puglisi al sindaco Massimo Cialente di solide basi e di continuare a valorizzare la manifestazione. Nell’aula consiliare sedevano i protagonisti che hanno reso possibile il miracolo confluiti nel comitato promotore, Walter Capezzali, Maria Teresa Letta, Francesco Sabatini, Franco Salvatori e Salvatore Santangelo. L’assessore Moroni ha sottolineato la necessità di riportare al rigore storico la manifestazione conquistando sempre più sobrietà e rigore. Prezioso è stato il supporto della deputazione storia patria (Walter capezzali) e della società Geografica Italiana (Franco salvatori) per costruire il corposo dossier. Il Segretario generale mibac Antonia Pasqua Recchia ha definito la giornata come «la Tappa di un risultato che sarà raggiunto nel 2015 di cui abbiamo certezza del raggiungimento».

L’arcivescovo Giuseppe Petrocchi e il sindaco Massimo Cialente hanno lasciato intravedere nuovi orizzonti per la città dell’Aquila partendo dall’Unesco. «Ciò che è spirituale – ha spiegato l’arcivescovo - ha una valenza anche civile. Avverto da aquilano una nuova responsabilità: L’Aquila deve diventare una scuola di Pace». Un concetto rafforzato dal sindaco Massimo Cialente che ha voluto sottolineare l’importanza del momento indossando la fascia tricolore: «Questo riconoscimento deve spronarci a ricostruire una città più equa, più dolce in cui vivere. La vera scommessa è lanciare dall’Aquila un nuovo modo di concepire la vita all’insegna della coesione e della riconciliazione in una città più giusta».