Tornano le streghe a Castel del Monte

di Claudia Giannone

Diventa maggiorenne la tipica manifestazione di Castel del Monte dedicata alle streghe.

“Ru rite de re’ sette sporte” narra una delle storie più diffuse all’interno dei paesi quando fame, carestia e povertà regnavano: quella delle streghe, che si introducevano all’interno delle case per poter succhiare il sangue ai bambini. Queste donne malvagie potevano trasformarsi in qualsiasi cosa, ma le persone avevano iniziato a capire i metodi per non farle entrare dentro le loro case: e così, ogni sera gli abitanti di Castel del Monte mettevano una scopa dietro la loro porta, e nessuna strega poteva varcare la soglia.

Ma spesso, o perché le persone non credevano a questi racconti, o perché dimenticavano di proteggersi, le scope rimanevano al loro posto, e i bambini si ammalavano. C’era bisogno dell’intervento del medico che, avendo fatto addirittura la terza elementare, sapeva di certo più degli altri; ma il verdetto era sempre lo stesso: la colpa andava alle streghe.

E se dopo nove giorni pieni di riti contro il malocchio la malattia non passava, allora si ricorreva al metodo finale: si prendevano i vestiti del bambino, si arrivava di notte ad un crocevia, e lì si dava fuoco ai panni, battendo su di essi con delle mazze, così da colpire la strega. Se per caso il giorno seguente una donna, o una bambina, si era ammalata, allora la strega era lei: con tutti i colpi presi la notte precedente, ora era lei a stare male.

Tutta la storia, ora, viene raccontata attraverso una serie di scene all’interno del paese: gli attori sono proprio gli abitanti, e gli spettatori molto spesso devono ingegnarsi per capire le parole, dato che il tutto è narrato in castellano. Alcune sono simili al nostro aquilano, ma quando, ad esempio, l’attrice pronuncia il termine “naquela” (che significa “tanto”), la folla si guarda intorno perplessa, in cerca di un possibile traduttore.

Ogni anno si riescono a coinvolgere moltissime persone, provenienti da ogni dove: non solo dall’Aquila, ma anche dall’altra parte del Gran Sasso; per le stradine del paese è possibile incontrare grandi gruppi di francesi originari, in realtà, proprio di Castel del Monte (si ricorda che il dialetto castellano proviene proprio dalla lingua francese). Oltre 3600 gli spettatori che hanno assistito allo spettacolo, ma molte di più quelli venuti solamente per fare un giro tra le bancarelle del paese, per assaggiare i piatti tipici e per passare del tempo tra i vicoli e le case.

Ma questo è un anno speciale per la manifestazione: infatti, come illustra il primo attore, la notte delle streghe è dedicata a Maria Teresa Aromatario, che due mesi fa, all’età di 50 anni, è venuta a mancare, dopo aver lottato come un leone contro la malattia.

L’esperienza continua a ripetersi ogni anno, e di certo è consigliata per chiunque voglia trascorrere una serata diversa, all’insegna delle risate e della magia.