Ricostruzione, Rapagnà: «Serve una Legge regionale ad hoc»

Il Mia Casa d'Abruzzo, tramite il suo coordinatore Pio Rapagnà, «denuncia, ancora una volta, il rischio di una vera e propria 'abdicazione' da parte della Regione Abruzzo nei confronti dei doveri della 'ricostruzione' del suo proprio patrimonio abitativo pubblico affidato alla gestione delle Ater e dei Comuni del cratere, sebbene siano stati lo stesso commissario e presidente della Regione Gianni Chiodi ed il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente quale vice-commissario alla ricostruzione pubblica a 'scegliere' quali 'soggetti attuatori' il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche e l'Ater dell'Aquila».

«Il Mia Casa chiede, con ancora più forza e determinazione, al presidente Nazario Pagano ed a tutti i Gruppi consiliari - afferma Rapagnà - l'approvazione di una Legge regionale ad hoc su ricostruzione e messa in sicurezza della Edilizia Residenziale Pubblica, così come previsto dal Disegno di Legge numero 83 del 22 giugno 2012 sulla cessazione dello stato di emergenza e trasferimento, a partire dal 15 settembre 2012, delle funzioni alle amministrazioni competenti in via ordinaria, inserendo tale provvedimento all'Ordine del Giorno della prima seduta del Consiglio regionale alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva».

«Nel frattempo - conclude Rapagnà - il presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi è 'invitato' a convocare un incontro di lavoro tra tutti i soggetti responsabili della ricostruzione e della messa in sicurezza, per scongiurare ulteriori e ingiustificabili ritardi da parte della Regione, delle Province e dei Comuni del cratere sismico».