Cas non dovuto, restituzione a rate

di Antonella Calcagni

Altro che furbetti, i cittadini che hanno percepito indebitamente il contributo di autonoma sistemazione potranno restituire le somme in comode rate. Lo ha stabilito la giunta comunale in una recente delibera (26 luglio scorso).

Si va da un minimo di due rate per importi fino a 300 euro per arrivare ad un massimo di 24 rate per importi superiori a 2.500 euro. Il testo della delibera specifica anche gli scaglioni intermedi: 4 rate da 300 a 600 euro, 6 da (6 a 900 euro); 8 rate per importi compresi fra i 900 e i 1.200 euro; 12 rate da 1.500 a 2 mila euro. La rateizzazione è consentita solo su espressa e motivata richiesta del cittadino.

La “filosofia” della delibera risiede nel fatto che «la maggior parte dei cittadini avrebbe percepito il Cas non dovuto in buona fede». Ancora, nella delibera, decisamente buonista, si legge che «la pubblica amministrazione contempera l’interesse pubblico con le primarie esigenze di vita del debitore, adottando nel recupero modalità tali da non incidere in modo significativo sulle esigenze di vita del debitore, anche in relazione alle diffuse problematiche di cittadini in difficoltà economica».

In questo modo l’amministrazione comunale “assolve” i furbetti che dopo aver percepito indebitamente il contributo non solo schivano una bella denuncia penale, ma hanno anche la possibilità di restituire con comodo le somme. Tutto ciò a discapito di coloro che invece, meno fortunati, sono stati denunciati da qualche cittadino, parente o vicino, e magari sono stati condannati dai giudici per aver commesso lo stesso “reato”. Infine, come fa la pubblica amministrazione ad affermare che le somme sono state percepite in buona fede?