Ricostruzione, Rapagnà: «Sfollati sospendono digiuno»

«A nome del Mia Casa d'Abruzzo e insieme alle famiglie ancora sfollate ho chiesto, per la terza volta, al presidente della Repubblica, se del caso, di intervenire in merito ai gravi ritardi nella ricostruzione pubblica e di sollecitare ad un maggiore impegno il Consiglio regionale, il presidente Nazario Pagano e il presidente della Regione Gianni Chiodi». Lo annuncia l'ex parlamentare Pio Rapagnà che aggiunge: «per questo, alle famiglie ancora sfollate che, in presenza di condizioni ambientali difficilissime hanno lo stesso accettato di attuare un 'digiuno a rotazione', ho chiesto di 'sospendere' questa forma di protesta pacifica e non violenta in attesa della risposta del presidente Napolitano, con l'impegno di riprenderla in forme anche più impegnative con la ripresa dei lavori del Consiglio regionale, subito dopo la pausa estiva».

«Prendo atto, dopo 4 anni e 4 mesi trascorsi dal 6 aprile 2009 - commenta infine il coordinatore di Mia Casa Abruzzo - che il Consiglio regionale non è in grado di approvare una Legge organica sulla ricostruzione pubblica e privata, e che, pertanto, con la fine dell'emergenza e della gestione commissariale, si è reso e si rende 'irresponsabile' rispetto alla 'ricostruzione' medesima, insieme alla intera Giunta regionale».