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Accademia Immagine, Cialente attacca Chiodi

«Il presidente Chiodi, ogniqualvolta parla dell’Aquila e delle sue realtà, vomita insulti e luoghi comuni dei quali, francamente, sono stufo. Abbia rispetto quando parla della nostra città, oppure giustifichi e provi le dichiarazioni che rilascia. Dimostri il presidente, oggi stesso, in che modo e perché sarebbe stata clientelare la gestione dell’Accademia dell’Immagine, realtà di autentica e comprovata eccellenza, il cui livello culturale e innovativo probabilmente egli non riesce a comprendere». A dichiararlo è il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

«La storia – continua il sindaco – di questa istituzione è limpida. Non ha nulla di diverso rispetto all’Istituto Braga di Teramo, conservatorio privato che vede l’assessore regionale Di Dalmazio nel Cda, che ha sempre ricevuto ricche sovvenzioni pubbliche, ultima delle quali, in ordine di tempo, è rappresentata dallo stanziamento aggiuntivo di 1 milione di euro da parte della giunta regionale nella primavera scorsa, stanziamento che risolverebbe ampiamente tutti i problemi dell’Accademia che invece, dal 2009, non riceve invece alcun finanziamento, dal momento che la Regione ha deciso di completare la distruzione iniziata dal terremoto. Mi fa piacere comunque che i soldi dei contribuenti siano andati a questo istituto, così come che vengano destinati ad altre istituzioni culturali abruzzesi, perché, a mio avviso, e in questo dissento completamente da Chiodi, la cultura rappresenta il substrato su cui si fonda il futuro di una comunità e dei suoi giovani».

«La città dell’Aquila – aggiunge Cialente – punta sull’alta formazione e l’Accademia dell’Immagine, se non ci fosse stato il sisma, avrebbe tranquillamente proseguito la sua attività, qualificandola anzi ulteriormente, nonostante l’atteggiamento della Regione. Per questo il capoluogo d’Abruzzo non può farsela scippare».

«Chiodi, grazie anche – continua Cialente – all’inconsistenza politica dei consiglieri regionali aquilani di centro destra, ha provocati danni incalcolabili alla nostra città, verso cui, essendo rimasto sempre e solo il sindaco di Teramo, e non essendosi mai sentito il presidente della Regione, si è accanito con fastidio e con disprezzo, assecondando le più turpi manovre di sciacallaggio. Sì, di sciacallaggio».

«In questi anni, nell’interesse degli aquilani – sottolinea il sindaco – e di tutti gli abruzzesi, ho sempre cercato di evitare polemiche troppo aspre nei confronti della figura istituzionale del presidente, cercando sempre una forma di collaborazione, ma non sono mai riuscito a dimenticare che, con il suo consenso e con la condivisione, come prevedeva la legge, la drammatica notte del 5 maggio 2009, egli controfirmò l’ordinanza che io riuscii a far annullare, sempre nel corso di quella drammatica notte, solo dopo uno scontro durissimo con Bertolaso e con Gianni Letta, che lo possono testimoniare. Ordinanza che, come poi ho ricostruito, fu fortemente voluta e imposta alla Protezione civile da esponenti di spicco del centro destra in Abruzzo, con la quale si prevedeva il trasferimento di tutti gli uffici pubblici, ad eccezione del Comune dell’Aquila, in altre città, oltre a quello di interi reparti ospedalieri nel teramano, e la deportazione di tutto il personale dipendente, soprattutto quello con abitazione classificata E. Ora basta!».

«Chiodi – aggiunge Cialente – impari a rispettare la città e i lavoratori e cominci a trovare un minimo di coraggio. Ricordo che, se i dipendenti di Abruzzo Engineering stanno lavorando, esprimendo tutte le loro elevate competenze che gli riconosce tutto il Paese, lo si deve al sottoscritto a non certo a lui, specialista nello schivare i problemi. Spero dunque che capisca, finalmente e una buona volta, la differenza tra un politico, un amministratore ed uno sciatore che fa lo slalom. I problemi non si schivano, si affrontano con coraggio, ma, si sa, il coraggio non è in vendita, ce l’hai o non ce l’hai».

«In attesa, dunque, di sapere dal presidente – conclude Cialente – cosa ci sia stato di opaco e clientelare nella gestione dell’Accademia dell’Immagine, mentre la città è pronta a sostenere una battaglia per salvare questa eccellenza, mi rammarico per il fatto che, in questa Regione, sulla base del parere favorevole del Viminale, è possibile andare al rinnovo della giunta e del consiglio regionali con tanto ritardo, poiché l’Abruzzo ha decisamente bisogno di voltare pagina».

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