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Impianto Bazzano concreta opportunità

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Esprime soddisfazione Carlo Floris Presidente di ET, Energia e Territorio scarl, società formata da operatori agroforestali, associazioni contadine e tecnici del territorio per l’avvio dei lavori di realizzazione della centrale a biomasse di Bazzano. Nata nel 2009 sotto il patrocinio di un ampio parternariato pubblicoprivato capitanato, allora, dalla Provincia di L’Aquila, con l’obiettivo di realizzare una piattaforma imprenditoriale per la produzione, la raccolta e la valorizzazione delle biomasse da destinarsi a fini energetici nella provincia di L’Aquila.

«Sono ormai più di tre anni – dichiara Floris – che attendiamo la realizzazione di questo impianto che porterà grandi benefici al settore agricolo e forestale. Abbiamo firmato con Futuris Aquilana un contratto di filiera che ci garantisce il controllo e la fornitura di tutte le biomasse utilizzate dall’impianto per tutto il ciclo di vita dello stesso. Un’opportunità unica d’integrazione al reddito per gli agricoltori delle nostre montagne che da tempo non vedono un euro di investimenti che li riguardino. Inoltre, dato che agiremo in filiera obbligatoria potremo garantire al territorio la qualità e sostenibilità dei materiali utilizzati dalla centrale».

«Purtroppo – continua Floris – la realizzazione del progetto ha subito rallentamenti per motivi non certo tecnici o di politica industriale. Questi ritardi imposti si sono tradotti per noi in un danno grave di mancato guadagno e per la zona in uno stop alla rinascita imprenditoriale oltre che occupazionale dopo il terremoto. Questo contratto infatti ci consentirebbe di attivare più di 90 posti di lavoro»..

La centrale è dimensionata per essere alimentata esclusivamente (sia per legge che per tipologia di impianto), da biomasse solide vergini di origini agroforestale, reperibili ampiamente in un bacino approvvigionamento che corrisponde alla provincia di L’Aquila. In tal senso la Centrale non solo ha un impatto ambientale bassissimo, ma positivo in quanto sostituisce omologhi quantitativi energetici prodotti da gas metano, carbone, gasolio ovvero inquinanti.

«Questo tipo di impianto – ha proseguito – è considerato come una delle migliori soluzioni energetiche da fonti rinnovabili dalla Conferenza di Kyoto, dall’Unione Europea, dallo Stato, dalla Regione e dallo stesso Comune di L’Aquila che non solo lo ha riportato nel proprio Piano energetico ma che ha anche approvato l’impianto di Bazzano in sede di Conferenza degli enti di servizio».

«La Centrale di Bazzano – conclude Carlo Floris – è stata autorizzata esclusivamente per impiegare biomasse solide e non potrà usare null’altro per produrre energia. Noi siamo pienamente disponibili a consentire un controllo continuo della qualità delle biomasse in ingresso per tutto il periodo di validità del nostro contratto di fornitura con Futuris Aquilana. La stessa disponibilità e trasparenza sono state dimostrate dalla società che gestirà la Centrale».

Grazie al Protocollo di filiera sottoscritto con Futuris Aquilana ed al lavoro di agricoltori e forestali locali, ET fornirà alla Centrale di Bazzano, biomasse vergini di origine agricola e forestale che saranno recuperate in un raggio inferiore ai 70 km e che forniranno un

importante fonte di attività e di lavoro per le diverse realtà agricole e forestali, senza intaccare in modo significativo le risorse agroforestali del territorio.

Il progetto nasce da una forte partnership pubblico-privata che ha portato alla costituzione della Piattaforma agricolo-energetica sviluppata secondo i parametri della filiera corta di approvvigionamento. Le altre esperienze consolidate in questo settore hanno dimostrato, come si combinino fattori positivi quali la sostenibilità economica, ambientale ed occupazionale, con la garanzia reale del controllo sulla qualità e tracciabilità di ci che si brucia in queste centrali.

D’altronde questa non è la sola centrale che ET rifornisce e o che si è attivata in Abruzzo, ma certamente questa è l’unica che abbia sottoscritto un contratto di filiera garantita idealmente tracciabile e questo esempio potrebbe dar vita ad un comparto abruzzese delle “bioenergie” in qualità e sicurezza.

Resta da considerare la forte vocazionalità di questo territorio. Il Piano Energetico regionale dell’Abruzzo considera infatti la biomassa vergine agricola forestale una risorsa significativa e necessaria alla pianificazione energetica: i soli boschi in Abruzzo coprono 440.000 ettari della superficie forestale oltre il 40% dell’intera regione.

La Confederazione Italiana Agricoltori – CIA è stata tra le prime associazioni che hanno aderito al Consorzio Energia e Territorio insieme ad altri operatori del settore agricolo e forestale localmente.

Filippo Rubei Presidente Confederazione Italiana Agricoltori – CIA – L’Aquila dichiara: «Al Consorzio hanno aderito oltre che la CIA, numerose cooperative boschive e operatori forestali aquilani. Un consorzio di olivicoltori che coltiva oltre 90.000 piante di ulivo sta aspettando di poter aderire al Consorzio per conferire gli ingenti residui di potatura che altrimenti ogni anno vengono bruciati in campo. Ricevo in continuazione richieste da parte di operatori su dove smaltire i residui della manutenzione forestale e del verde pubblico o da potatura agricole delle loro piante il cui smaltimento oggi costituisce solo un costo. Il Consorzio ha siglato accordi-quadro di fornitura con l’indicazione delle caratteristiche dei materiali legnosi e delle modalità di consegna a prezzi assolutamente vantaggiosi per gli operatori del settore. Purtroppo ad oggi non è stato ancora possibile dare attuazione a tutto il lavoro impostato anni fa».

«Produrre energia dalle piante vuol dire – ribadisce Filippo Rubei – prendersi cura dei boschi e del territorio, aumentare la densità alberata, dare nuovi sbocchi all’agricoltura perché il combustibile non si esaurisca mai e così neanche l’energia, migliorando l’ambiente e contribuendo a dare un futuro produttivo al territorio agricolo e alla montagna, oggi condannate al degrado, agli incendi ed alla cementificazione».

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