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Gatti abbandonati in edifici pericolanti

Oltre 20 gatti rinchiusi in edifici «sporchi e pericolanti» e tenuti in «stato di clausura» e in «pessime condizioni igienico-sanitarie». La scoperta è stata fatta ad Acciano, in provincia dell’Aquila, dagli uomini del comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato dell’Aquila – appartenente al Nipaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) e al Nirda (Nucleo investigativo per i reati in danno di animali) – coordinati da Irene Sebastiani, unitamente a veterinari della Asl e con la collaborazione della locale polizia municipale.

Il team ha portato a termine un’operazione di polizia giudiziaria che ha visto il sequestro di 23 gatti tenuti, secondo quanto rilevato dal corpo forestale «in pessime condizioni igienico-sanitarie all’interno di alcuni fabbricati fatiscenti e pericolanti nel centro storico di Acciano». Strutture «oggetto di una specifica ordinanza del sindaco emessa a tutela della pubblica incolumità».

Nel corso delle ispezioni è emerso che gli oltre 20 gatti «vivevano in spazi ristretti contaminati da escrementi e rifiuti, al buio, in condizioni di clausura e con limitate possibilità di movimento che hanno determinato per tutti gli animali comportamenti ripetitivi all’interno di ogni gruppo».

I felini sono stati prontamente visitati dai veterinari Asl che hanno riscontrato per alcuni di essi «lesioni su varie parti del corpo (occhi, orecchie, coda) dovute alla mancanza di igiene, disidratazione, riduzione delle masse muscolari, del peso corporeo e pelo opaco». I gatti sequestrati sono stati provvisoriamente ricoverati presso una struttura di proprietà del Comune di Acciano e nei prossimi giorni saranno sottoposti alle cure sanitarie, alla verifica del sesso e alla sterilizzazione delle femmine, da parte del personale specializzato della Asl.

La proprietaria dei gatti è stata «deferita all’autorità giudiziaria per i reati di maltrattamento di animali, per la detenzione degli stessi in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche; abbandono di animali, in quanto le condizioni di detenzione sono risultate incompatibili con la natura propria del gatto e produttive di gravi sofferenze e per aver violato le disposizioni sindacali circa l’interdizione all’accesso nella zona in cui erano stati rinchiusi».

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