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Riperimetrazione Parco, Archeoclub: «Indignazione e rabbia»

Archeoclub d’Italia «esprime indignazione e rabbia nell’apprendere che martedì 30 luglio si rinnoverà, in Consiglio Regionale, l’ennesimo tentativo di ridurre la superficie del Parco regionale Sirente-Velino per sottrarre ad esso aree di grande rilevanza naturalistica e paesaggistica».

«Chiediamo – comunica Archeoclub d’Italia – quindi che, dopo il primo grande taglio di 10.000 ettari operato all’epoca della giunta Falconio, il Consiglio Regionale respinga, così come opportunamente avvenuto negli ultimi anni, questa operazione ponendo fine, una volta per tutte, a queste cicliche manovre ispirate dalle lobbies di turno. Di ben altre attenzioni da parte della politica necessita il nostro ‘unico parco regionale, sempre trascurato, talora boicottato e continuamente sottoposto ad invadenti pressioni di localismi locali e di piccoli interessi di bottega. Basti dire che non si è potuto ancora adottare quel fondamentale strumento di gestione che è il piano del parco. La politica, in questi anni, si è limitata soltanto a non farlo morire ma non ha fatto nulla per valorizzarlo. Eppure il ‘Sirente Velino’ dispone di caratteristiche che gli sono assolutamente particolari, in quanto aggiungono alla natura ed all’ambiente una plus-valenza di beni storici ed artistici che ben poche altre aree protette possono vantare. Occorre, però, un progetto completo di valorizzazione intelligente che coniughi lo sviluppo con la tutela e che coinvolga le più illuminate forze culturali ed economiche, liberandolo, anche con nuove norme, dall’ipoteca di visioni miopi, provinciali e di cortile che ne hanno sempre impedito il decollo».

«Nell’esprimere al presidente Angelosante – conclude la nota – la nostra solidarietà nell’azione di difesa che sta conducendo, chiediamo non solo ad ogni gruppo consiliare, ma anche ad ogni singolo consigliere regionale di assumersi precise e personali responsabilità al momento del voto. In caso di risultato sciaguratamente negativo la nostra battaglia non si fermerà denunciando all’opinione pubblica i responsabili e le forze politiche di appartenenza».

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