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Fabbrica fuochi, autopsie e riconoscimenti

Sono in corso da ieri sera le autopsie sui corpi delle quattro vittime dell’esplosione nella fabbrica di fuochi pirotecnici di Villa Cipressi a Città Sant’Angelo (Pescara) avvenuta nei giorni scorsi.

Nell’incidente sono morti il titolare dell’azienda, Mauro Di Giacomo, 45 anni, il figlio Alessio (22), il fratello Federico (50), e il nipote Roberto (39).

Da un primo esame l’anatomopatologo, Ildo Polidori, ha confermato che la morte è sopraggiunta in seguito all’esplosione.

Gli esami andranno avanti anche nel pomeriggio.

MINUTO DI RACCOGLIMENTO AL TROFEO MATTEOTTI – Anche il mondo del ciclismo si è stretto attorno ai famigliari e agli amici delle quattro persone morte giovedì scorso a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo (Pescara), in seguito all’esplosione della fabbrica di fuochi pirotecnici. Questa mattina, prima del via della 67/a edizione del Trofeo Matteotti di Pescara, è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime della famiglia Di Giacomo.

CONCLUSE LE AUTOPSIE – È terminata l’autopsia, da parte del medico legale Ildo Polidoro, sui corpi delle quattro persone morte giovedì nell’esplosione che ha distrutto una fabbrica di fuochi pirotecnici Di Giacomo a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo, nel pescarese. L’autopsia, che ha preso il via ieri pomeriggio ed è proseguita fino a notte per poi riprendere questa mattina, ha confermato la morte a seguito dell’esplosione. Sono stati inoltre eseguiti prelievi istologici e radiografie.

L’identificazione delle vittime è avvenuta sulla base di alcune caratteristiche fisiche dei quattro componenti della famiglia Di Giacomo, ma non si esclude che si proceda ugualmente all’esame del Dna. All’esame autoptico era presente, oltre alla equipe di Polidoro, un consulente della famiglia delle vittime. Domani mattina è previsto un vertice in Procura, a Pescara, per poi disporre eventualmente la restituzione dei corpi ai familiari per i funerali.

‘CONTROLLI IN TUTTE LE AZIENDE’ – «Controlli serrati e a tappeto in tutti i negozi e le piccole aziende di Pescara in cui si vendono o comunque confezionano fuochi pirotecnici ». È la prima misura adottata dal Comune di Pescara all’indomani della tragedia che ha sconvolto non solo la comunità di Città Sant’Angelo, ma l’intera regione dove il nome della famiglia Di Giacomo era ovunque legata agli avvenimenti più noti e importanti del territorio, dai fuochi di San Franco a Francavilla al Mare alle celebrazioni di Sant’Andrea a Pescara.

«Oggi quell’incidente, che è purtroppo accaduto in una

fabbrica che le stesse Forze di Polizia definiscono seria e dove si lavorava adottando ogni genere di precauzione – spiega il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia – ci impone di serrare le fila nella nostra città effettuando verifiche suppletive rispetto a quelle già di routine. A coordinare la fase dell’operazione sarà il maggiore Matteo Silvestris, responsabile del Nucleo Commercio».

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