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Appello per salvare l’Accademia dell’immagine

Il Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea “Angelus Novus” dell’Aquila dice no alla “morte che sta per essere decretata per l’Accademia dell’Immagine” redigendo così un appello.

L’appello, che riporteremo integralmente, è stato firmato dai presidenti delle associazioni culturali Lea Contestabile – artista (“MuBaq – Museo dei Bambini L’Aquila”), Antonio Gasbarrini – critico d’arte (“Angelus Novus” Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea), Anna Maria Giancarli – poeta (“Itinerari Armonici”), Sabatino Servilio – musicista (“Insieme strumentale ‘Serafino Aquilano’”), Walter Tortoreto – critico musicale (“Orchestra Giovanile Abruzzese”).

Chi volesse può firmare l’appello sul sito di Angelus Novus (www.angelus-novus.it) nella sezione della home “Angelus Novus Press”.

L’impietosa fotografia scattata recentemente da vari massmedia sul pessimo stato di salute dell’Università dell’Aquila e la denuncia ad alta voce di vari docenti sul pericoloso precipizio in cui si trova la stessa, impongono una serie riflessione sul drammatico crollo del “Sistema Cultura” nell’Aquila postsismica. “Sistema Cultura” da intendere come organismo unitario in cui le singole parti istituzionali (Scuola, Musei, Biblioteche, ecc.) e disciplinari (Arti visive e cinematografiche, Musica, Teatro, ecc.) concorrono a configurare il corpo e l’anima di un’intera comunità. Corpo e anima identitari, di altissima caratura (culturale, appunto), che hanno consentito alla città federiciana – negli anni dell’immediato dopoguerra e fino a quelli Ottanta – di assurgere a protagonista nell’affollato panorama delle “Città d’arte e di cultura” italiane.

Il colpo mortale inferto dal sisma dell’aprile 2009 ad un organismo ampiamente debilitatosi ad iniziare dagli anni Novanta, impone una indilazionabile presa di coscienza della collettività civica sul grave stato di crisi in cui versa l’intero “Sistema Cultura” a L’Aquila.

La distruzione o il danneggiamento fisico di ragguardevoli architetture monumentali e degli spazi operativi e di aggregazione (dal Museo Nazionale d’Abruzzo alla Biblioteca Provinciale, dall’Auditorium, al Teatro Comunale, ecc.) in minima parte riattivati con precarie quanto insoddisfacenti soluzioni emergenziali, nonché la contestuale persistenza della diaspora aquilana – la cui fine temporale è strettamente connessa alla ricostruzione dell’imbalsamato Centro storico – stanno mettendo a dura prova le residuali energie di “contrasto progettuale” per una reale, e non solo propagandistica inversione di tendenza.

All’interno di questo allarmante quadro va a situarsi il più immediato destino della prestigiosa Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine la cui fine sembra stia per essere decretata dalla Regione Abruzzo, con la liquidazione dell’Ente, per strette ragioni connesse al suo non risanato indebitamento finanziario.

La lucida e delucidante lettera di una quindicina di giorni fa, indirizzata dal suo ideatore-fondatore ed animatore Gabriele Lucci al sindaco dell’Aquila – lettera pubblicata integralmente a margine in modo che ogni lettore dell’Appello possa disporre di una serie di elementi che gli consentano un primo orientamento sulla complessa problematica – ripercorre tutti i momenti salienti della fecondissima vita dell’Accademia, ricordando gli attestati ed i riconoscimenti nazionali e internazionali anche recenti, le produzioni cinematografiche, video ed editoriali, ma, sopratutto, l’inestimabile “Parterre umano” se così si può dire, dei 400 studenti provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, dei docenti e del personale dipendente che stanno per essere sacrificati a strumentali ragioni di compatibilità “esistenziale” d’ordine finanziario.

Ben al di là di tutte le questioni giuridiche, patrimoniali e finanziarie connesse alla giustificazione di una così draconiana scelta (in primis da parte della Regione Abruzzo) si vuole qui sottolineare come il futuro dell’effettiva e non effimera Rinascenza dell’Aquila, possa basarsi esclusivamente sul rilancio di Istituzioni pubbliche e private gravitanti nell’area culturale – intesa nella sua più larga accezione – che abbiano le identiche storicizzate quanto documentate caratteristiche “d’eccellenza” dell’Accademia Internazionale.

A titolo di solo esempio si potrebbero citare alcuni Dipartimenti dell’Universitá che riescono a mantenere, anche se a fatica, posizioni di tutto rispetto; l’Accademia di Belle Arti, il Teatro Stabile Abruzzese, il Conservatorio, nonché tutte le altre Istituzioni culturali, Enti ed Associazioni che hanno consentito alla città dell’Aquila, con la loro qualificata attività ideativo-produttiva, di garantire una sostanziale dignitá complessiva al “Sistema Cultura” nonostante la progressiva contrazione delle risorse messe a disposizione.

Da qui l’urgenza, da parte dei primi firmatari, di lanciare questo Pubblico Appello per la sopravvivenza ed il contestuale potenziamento logistico ed organizzativo dell’Accademia Internazionale che permetta un tempestivo riavvio dell’attività didattica e produttiva, riassumibile, fino al 2007, in queste significative cifre: 400 studenti iscritti; 120.000 ore di lezioni; 2.000 ore di seminari; 1.000 ore di stage presso aziende del settore; 3.550 video realizzati; 450 film realizzati su commissione; 250 elaborati multimediali; 200 tra artisti e professionisti dello spettacolo e del cinema coinvolti; 85% di studenti occupati dopo un anno dal conseguimento degli studi; 11 volumi pubblicati per la collana i Dizionari del Cinema, con 65 .000 copie vendute; 6 volumi pubblicati per la collana Protagonisti del Cinema, con 16.000 copie vendute; 2 volumi sulla Storia del Cinema allegati al settimanale Panorama.

Attività didattica e produttiva all’avanguardia nazionale in uno dei settori strategici (fortemente interconnesso con le nuove tecnologie informatiche) per il rilancio dell’economia non solo aquilana, sostanzialmente compromessa dal terremoto, ma ulteriormente aggravata da inadeguati interventi pubblici, se non addirittura da inerziali prese di posizione derivanti da negativi giudizi dati da alcune Istituzioni locali alla pregressa gestione.

La paventata messa in liquidazione dell’Accademia Internazionale, presenta più di un lato oscuro. L’ingente patrimonio edilizio di proprietà dell’Ente (stabile più 5.000 metri quadrati di terreno nel Parco di Collemaggio, “valutato ufficialmente in 6 milioni di euro prima del terremoto”) distrutto sì dal sisma, ma la cui ricostruzione è fattibile grazie al recente stanziamento di 6 milioni di Euro da parte del CIPE, dovrebbe perciò trasmutarsi da malcelato “pomo della discordia” in un salubre “pomo della rinascita”.

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