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Fabbrica fuochi: esplosione in deposito giudiziario

Sarebbe stato il deposito giudiziario di botti illegali ad esplodere per primo ieri mattina nell’azienda dei fratelli Di Giacomo. Testimoni e prime ipotesi d’indagine confermano che l’incidente ha avuto origine non nella fabbrica Di Giacomo ma nella casamatta giudiziaria.

Sono state due complessivamente le esplosioni che ieri hanno devastato la collina a Villa Cipressi, provocando quattro morti. La prima, intorno alle 10.15, si è verificata nel deposito autorizzato nel quale le forze dell’ordine conservavano in deposito giudiziario tutti i botti sequestrati illegalmente nelle varie indagini in Abruzzo.

La seconda esplosione, che ha ucciso il giovane Alessio

Di Giacomo, il cui corpo è stato l’unico ritrovato al momento, è avvenuta nella fabbrica. Nessuna speranza per i tre dispersi.

TESTIMONE: QUATTRO ESPLOSIONI, NON DUE – Sarebbero state 4 e non e 2 le esplosioni che hanno devastato l’azienda di

fuochi d’artificio della famiglia Di Giacomo a Villa Cipressi. Lo riferisce il testimone oculare Francesco, coltivatore diretto che casualmente si trovava nei pressi del luogo dell’esplosione.

«Dopo un primo scoppio consistente è venuta la seconda terribile esplosione che ha generato il fungo ‘atomico’», ha rivelato Francesco. Secondo il suo racconto dopo un quarto d’ora sono arrivati i soccorsi, e subito dopo c’è stata una terza esplosione più contenuta.

«Il quarto scoppio è avvenuto dopo circa mezz’ora dal primo ed è quello che ha ucciso Alessio Di Giacono – continua Francesco – noi vedevamo piccoli scoppi dal fabbricato, carabinieri e vigili del fuoco che fuggivano e quindi un altro scoppio tremendo che ha disintegrato sia il

fabbricato che altre costruzioni intorno. I carabinieri poi mi hanno detto che Alessio incurante del pericolo andava proprio verso quella casa matta esplosa per l’ultima, nonostante l’avessero avvertito del pericolo. Era un bravo ragazzo – conclude Francesco – il genietto di casa che avrebbe preso in mano l’azienda da grande».

LO STRAZIO DEI PARENTI – Scene di

strazio a Villa Cipressi tra le case della famiglia Di Giacomo parenti, moglie e figli dei quattro morti ieri piangono, si abbracciano, leggono giornali, e si consolano tra loro. Mentre proseguono le operazioni di bonifica da parte degli artificieri della pubblica sicurezza gli stessi familiari continuano a chiedersi come sia stata possibile la tragedia di ieri. Loris, il genero di Federico Di Giacomo disperso insieme al fratello Mauro e al parente Roberto ha raccontato di aver parlato al telefono con Gianmarco Di Giacomo ancora ricoverato all’ospedale di Penne con una frattura a tibia e perone.

«Gianmarco mi ha detto – racconta Loris – che dopo le prime due esplosioni erano riusciti ad uscire dall’ufficio lui, Giordano e Alessio e ad attendere i soccorsi. Erano distanti dalla casamatta che è esplosa per ultima e che nonostante i

carabinieri avessero urlato ad Alessio di non avvicinarsi al

fabbricato lui non li aveva ascoltati ed era corso verso la

struttura nel tentativo di rintracciare il padre e lo zio.

Quindi erano sopravvissuti in tre mi ha detto e che l’ultima esplosione ha ferito Giordano e Gianmarco e ucciso Alessio».

UN DISPERSO ERA TORNATO A PRENDERE QUALCOSA – Così come ieri il fratello Adriano si sarebbe salvato per caso, perché invece di essere al lavoro era ad una visita medica, Federico Di Giacomo, uno dei tre dispersi, sarebbe morto per altrettanta casualità. Racconta il genero Loris «mio suocero era andato via al mattino con il furgone per sistemare il lavoro per una festa patronale ma si sarebbe dimenticato qualcosa e per questo è tornato indietro. Cosa sia successo dopo non lo sappiamo e neanche dove si trovasse al momento dello scoppio».

RIPRESA BONIFICA AREA SOTTO SEQUESTRO – Questa mattina i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, che si occupano delle indagini, hanno depositato una informativa preliminare in Procura, a Pescara, e si attendono direttive del magistrato di turno, Giusti, che ieri ha raggiunto Villa Cipressi con il procuratore aggiunto Tedeschini. Sul caso è stata aperta un’inchiesta e si è proceduto al sequestro dell’area. Le forze impegnate sul posto si augurano di terminare in giornata le operazioni di messa in sicurezza per poi procedere alla rimozione delle macerie e quindi alla bonifica, con l’arrivo dei Ris. Nella notte, a causa della brezza, c’e’ stato il pericolo di ripresa del fuoco per cui è stato necessario attivare il Canadair, in azione già da ieri sulla vasta area interessata al rogo. Al momento del materiale sta bruciando, ma sotto le mani esperte degli artificieri. Nell’area c’e’ ancora un deposito inesploso per cui la situazione e’ di forte rischio.

Questa mattina i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, che si occupano delle indagini, hanno depositato una informativa preliminare in Procura, a Pescara, e si attendono direttive del magistrato di turno, Giusti, che ieri ha raggiunto Villa Cipressi con il procuratore aggiunto Tedeschini. Sul caso e’ stata aperta un’inchiesta e si e’ proceduto al sequestro dell’area. Le forze impegnate sul posto si augurano di terminare in giornata le operazioni di messa in sicurezza per poi procedere alla rimozione delle macerie e quindi alla bonifica, con l’arrivo dei Ris. Nella notte, a causa della brezza, c’e’ stato il pericolo di ripresa del fuoco per cui e’ stato necessario attivare il Canadair, in azione già da ieri sulla vasta area interessata al rogo. Al momento del materiale sta bruciando, ma sotto le mani esperte degli artificieri. Nell’area c’e’ ancora un deposito inesploso per cui la situazione e’ di forte rischio.

SCESI A SEI I FERITI RICOVERATI – Sono scesi a sei i feriti

ricoverati negli ospedali di Pescara e Penne (Pescara), in

seguito all’esplosione della fabbrica di fuochi di artificio

avvenuta ieri a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo (Pescara), come riferito all’Ansa dal Direttore medico dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, Valterio Fortunato, i feriti sono trattati nei due nosocomi da ieri, subito dopo l’esplosione.

In rianimazione, a Pescara, si trovano un vigile del fuoco

nelle ultime ore sottoposto a intervento chirurgico e un

giovanissimo componente della famiglia Di Giacomo, proprietaria della fabbrica esplosa. È Gianmarco Di Giacomo, 17 anni, figlio del titolare Mauro, ancora disperso.

Nell’ospedale San Massimo di Penne (Pescara) sono ricoverate

attualmente quattro persone: due vigili del fuoco (nel reparto Otorino per lesioni e trauma acustico), la decana della famiglia Di Giacomo, la donna di 92 anni salvata nel suo letto dai soccorritori dopo le esplosioni, e Giordano Di Giacomo. Ieri altri due vigili del fuoco, che in un primo momento si era ritenuto fossero stati ricoverati, erano stati medicati e poi dimessi.

CAPO VIGILI DEL FUOCO IN ABRUZZO – Il capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, l’ingegner Alfio Pini, è arrivato in Abruzzo per visitare i vigili rimasti feriti nelle esplosioni di ieri mattina a Villa Cipressi. Attualmente è nell’ospedale di Pescara dove è ricoverato in rianimazione un vigile del fuoco sottoposto nelle ultime ore ad un intervento chirurgico.

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