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Vedere attraverso i muri grazie al Wi-Fi

Il Wi-Fi ci può regalare la ‘supervista’ per vedere attraverso i muri. Una nuova tecnologia low-cost sviluppata al [i]Massachusetts Institute of Technology[/i] (Mit) di Boston consente di seguire oggetti e persone in movimento in un’altra stanza. Numerose le possibili applicazioni per questo innovativo dispositivo portatile, che potrebbe essere usato nelle operazioni di salvataggio dopo un terremoto, così come nelle attività delle forze dell’ordine o in una nuova generazione di videogiochi.

Il nuovo sistema è stato battezzato ‘Wi-Vi’ perchè si basa sulla trasmissione di deboli segnali Wi-Fi e funziona in un modo molto simile ai tradizionali sonar e radar, cioè registrando come il segnale trasmesso viene riflesso dagli oggetti che incontra lungo il suo percorso.

Per distinguere gli oggetti immobili da quelli in movimento, però, i ricercatori guidati da Dina Katabi hanno escogitato una particolare strategia: hanno fornito il dispositivo di due antenne che inviano segnali identici ma opposti, che si annullano a vicenda se colpiscono un oggetto inanimato. In questo modo il sistema ‘cancella’ dalla sua visuale tutto ciò che è statico per concentrarsi solo su ciò che si muove, per esempio una persona. Man mano che questa si sposta nella stanza, varia la sua distanza dal dispositivo Wi-Vi e anche il tempo che il segnale riflesso impiega per raggiungere il sensore: usando questa informazione, il sistema calcola l’esatta posizione della persona in ogni istante tracciando i suoi movimenti.

Il sistema Wi-Vi, che sarà presentato in agosto nella conferenza Sigcomm ad Hong Kong, potrebbe essere utilizzato dalle squadre di soccorso per recuperare le persone intrappolate sotto le macerie di un terremoto, oppure dalle forze dell’ordine durante un blitz.

Il dispositivo potrebbe diventare anche uno strumento per la difesa personale: «se mentre cammini di notte hai la sensazione che qualcuno ti stia seguendo – afferma Katabi – puoi usarlo per verificare se c’è qualcuno dietro l’angolo». I ricercatori prospettano anche altre applicazioni più ‘casalinghe’, per esempio per comandare elettrodomestici da una stanza all’altra con il solo movimento delle braccia, oppure per una nuova generazione di videogiochi sempre più sofisticati.

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