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Capistrello contro la chiusura della ferrovia Avezzano – Roccasecca

di Gioia Chiostri

Mobilitazione del Partito Democratico a Capistrello per raccogliere firme contro la chiusura della strada ferrata Avezzano – Roccasecca, prospettata dalla Regione per il prossimo 8 settembre. La manifestazione si è svolta ieri mattina.

I maggiori esponenti del circolo locale hanno eretto un gazebo lungo via Roma, nel quale hanno accolto i cittadini interessati ad informarsi sulla questione o a firmare contro la chiusura.

{{*ExtraImg_151245_ArtImgRight_300x225_}}Il problema dell’imminente black out della ferrovia ha portato all’azione anche i sindaci di sette comuni della Valle Roveto, i cui territori vengono toccati dalla linea ferrata. Si è costituito anche un Comitato per la Mobilità nella zona. I sindaci hanno chiesto alla Regione Abruzzo e Trenitalia di sospendere la decisione di chiusura in attesa di valutare e approntare soluzioni strutturali e definitive al problema della transitabilità delle linee.

Con un’intensa opera di volantinaggio, il partito ha dato il suo apporto per tentare di arginare il problema. Questo l’estratto del volantino divulgativo: “[i]Trenitalia, con il complice silenzio del governo regionale, ha programmato per l’8 settembre prossimo la chiusura della nostra ferrovia. Una decisione grave che penalizza pesantemente il nostro territorio chiudendo una tratta ferroviaria di grandissimo valore[/i]”.

Così si è espresso il segretario del partito locale, Gianluca Picozzi: «Il partito ha deciso di sposare questa causa al di là dell’etichetta e della bandiera. La questione della chiusura della ferrovia riguarda tutta la cittadinanza indipendentemente dal contesto politico che può far da sfondo. Ad oggi comunque, siamo l’unico partito di Capistrello che si è organizzato per la raccolta delle firme, le quali da tempo vengono prese anche dal Comune presso la segreteria comunale».

Alla fine della mattinata sono state raccolte più di 200 firme. Questi i motivi di fondo della campagna a sfavore della chiusura, divulgata del partito, “[i]più autobus – al posto dei treni – significano più inquinamento, più ingorghi della viabilità nei centri urbani e sulla superstrada del Liri; la chiusura della ferrovia porterebbe a maggiori disagi per studenti e lavoratori; ad un maggiore isolamento per l’intera Valle Roveto e ad una penalizzazione delle attività turistiche e commerciali[/i]”.

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