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L’aeroporto dei Parchi in stallo

Arrivano a pochi giorni dal primo volo ufficiale dell’Aeroporto dei Parchi le dimissioni del direttore Cesare Rossi, a poche ore dalla fantomatica inaugurazione dello scalo che, come è stato annunciato nella conferenza stampa tenutasi al Senato dalla società gerente XPress di Giuseppe Musarella, si sarebbe dovuta tenere tra il 20 e il 27 luglio.

Ma cosa è accaduto, visto che soltanto qualche mese or sono, subito dopo l’affidamento dello scalo aquilano alla società XPress, il direttore affermava di voler «fare dell’Aquila il terzo scalo della Capitale. A tre anni dal terremoto è giunta l’ora di ricostruire, non solo materialmente, la città capoluogo. Gli strumenti ci sono ma bisogna crederci».

«L’adeguamento, il potenziamento, la diversificazione dei servizi nell’aeroporto dei Parchi – diceva il direttore dimissionario – potrebbe significare per L’Aquila collegamenti più celeri e funzionali con le più grandi città italiane ma anche europee. Al momento, la pista di volo è lunga 1.500 metri; nell’immediato dovrà essere portata a 2.000. Ma non ci sono problemi, dato che l’estensione del territorio su cui insiste è più che sufficiente. Dunque, l’aeroporto dei Parchi è già in grado di sostenere voli con aerei fino a 50 passeggeri».

Risulta evidente una frattura insanabile sopraggunta nelle ultime ore con Musarella e la Xpress.

Ma cose è cambiato in queste poche settimana di distanza dalla conferenza stampa?
Cosa ha portato il direttore alle dimissioni e alla rottura?

Forse la pista non è stata allungata e portata a quei famosi 2000 metri?

Forse perché lo scalo non è ancora assolutamente idoneo a quanto progettato?

Forse perché i lavori sono ancora in alto mare e non esistono attrezzature di volo funzionanti nello scalo?

Forse, forse questi e altri motivi hanno portato nelle ultime ore Cesare Rossi a rassegnare le sue dimissioni da direttore dell’ Aeroporto dei Parchi di Preturo.

Forse l’idea di Rossi: «l’Aeroporto dei Parchi Potrebbe rappresentare realmente l’avvenire dell’Aquila. I primi collegamenti potrebbero essere con Milano e Firenze, poi con le capitali europee», era soltanto un sogno, un’utopia.

«L’aereo rimane il mezzo di trasporto più sicuro e veloce – sottolinea ancora Rossi – Potrebbe rappresentare realmente l’avvenire dell’Aquila. I primi collegamenti potrebbero essere con Milano e Firenze, poi con le capitali europee».

In quella stessa sede affermava inoltre:

«i modelli di riferimento sono Aosta e Bolzano, che hanno scali di piccole dimensioni ma aperti ad altre iniziative legate all’industria del volo e non solo. Abbiamo in testa un’idea per il futuro: regalare al nostro comprensorio una vocazione turistica. E lo scalo di Preturo, in questo senso, potrà essere importante anche al di là dei voli che collegheranno la città con l’Italia e l’Europa».

Questo era il sogno che si è infranto con una realtà che qualcuno non vuole ammettere e vedere.

Le stanze vuote, le apparecchiature inesistenti, la conferenza stampa a Roma, il numero dei voli turistici al minimo storico e la data dell’inaugurazione del primo volo continuamente procrastinata, tanti elementi che potevano e dovevano far sorgere qualche dubbio a tutti gli aquilani.

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