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Villa Pini: entro giugno 2014 al lavoro in 462

Accordo raggiunto tra sindacati e Policlinico S. Maria de Criptis sui dipendenti che transiteranno nella nuova gestione della casa di cura Villa Pini.

Saranno 462, di cui 308 a tempo pieno, entro il 30 giugno 2014.
Il policlinico si è aggiudicazione all’asta la struttura il 20 giugno scorso per 31 milioni e 50.000 euro, dei quali ha versato finora un milione come caparra.

Il numero dei dipendenti, afferma il segretario generale della Cgil Funzione Pubblica Abruzzo, Carmine Ranieri, «è stato individuato sulla base degli standard previsti dalla legge per poter avere gli accreditamenti. Il giorno del fallimento dell’imprenditore Angelini i lavoratori di Villa Pini erano 683 – famigliari del manager compresi – poi passati in carico alla curatela fallimentare».

«La data prevista è stata quella del 2014 – ha aggiunto Ranieri – perché non si conosce ancora quale sarà dal primo agosto la situazione della struttura sanitaria sotto il profilo delle apparecchiature, portate dal Policlinico Abano Terme che ha gestito Villa Pini con un contratto di affitto da settembre del 2010 e la gestirà almeno fino al 30 luglio, quando all’aggiudicazione della gara dovrebbe seguire il passaggio di proprietà».

«In questi giorni – ha aggiunto il sindacalista – le due strutture interessate potrebbero raggiungere un accordo per far rimanere parte delle apparecchiature sul posto, oppure il Policlinico S.Maria de Criptis potrebbe decidere di provvedere in proprio».

I criteri di scelta dei dipendenti, individuati nella trattativa andata avanti per l’intera giornata di ieri, sono i titoli di servizio, l’anzianità e i carichi famigliari. Medici (meno di trenta) tutti riassunti. Contratto della sanità privata Aiop per tutti. Personale tecnico e sanitario senza periodo di prova, che rimane solo per il personale amministrativo. I servizi tecnico, di pulizia e di manutenzione non saranno esternalizzati.

«La cosa importante – ha detto Carmine Ranieri – sarà gestire l’accordo, verificare che ci siano relazioni corrette con i sindacati, si discuta su come risolvere i problemi che si presenteranno, si imbocchi la strada affinché la struttura cresca, pur nella difficile situazione che il settore vive a causa dei tagli». L’accordo è stato siglato da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cimop.

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