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«Sugli arresti Aca e Ater responsabilità della politica»

«Lasciamo alla magistratura il suo compito in totale autonomia, ma è chiaro che questa vicenda fa riemergere come la responsabilità politica di chi ci governa sia a dir poco scandalosa». E’ il primo commento del responsabile regionale dell’IdV Alfonso Mascitelli sulle vicende giudiziarie che coinvolgono Aca e Ater di Chieti.

«La riforma del sistema idrico abruzzese, con un debito di oltre 300 milioni delle sei società di gestione, a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della legge, è rimasta ancora lettera morta. Sono evidentemente in tanti ad avere interesse a conservare questa palude che fa da cortina fumogena a spartizioni bipartisan di posti e poteri clientelari, con disservizi ai cittadini e aumenti di costi e tariffe. Attendo che il Pd convochi al più presto un tavolo che riunisca tutte le forze di cambiamento della nostra regione per dare priorità alla sottoscrizione di un patto morale con i cittadini».

ARRESTI ACA-ATER: PD, AZZERARE VERTICI ENTI COINVOLTI – «Il Partito Democratico abruzzese chiede da tempo che la politica esca dalla gestione dell’acqua pubblica, e al tempo stesso chiede decisi passi indietro a chi ricopre incarichi di responsabilità nelle gestioni inefficienti. Lo abbiamo chiesto pubblicamente ad aprile, e torniamo a chiederlo anche oggi». Lo afferma Marco Rapino, vicesegretario del Partito democratico abruzzese, commentando gli arresti di stamane che hanno coinvolto esponenti di spicco dell’Aca e dell’Ater.

«Vanno individuati – prosegue Rapino – strumenti che attraverso un forte controllo pubblico consentano di rimuovere i componenti dei cda di fronte a gestioni inefficaci. E’ necessaria una riforma che cambi radicalmente la governance del settore, che selezioni e promuova chi ha merito e competenza adottando modelli più efficienti che esistono in Italia e che altre Regioni da tempo stanno attuando. Crediamo inoltre che questo profilo riformista e innovatore debba essere esteso a tutto il panorama degli enti strumentali. Chiediamo l’azzeramento dei vertici degli enti coinvolti, esprimendo la massima fiducia nell’operato della magistratura e contando sul fatto che le persone interessate possano dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati».

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