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Sanitopoli, difensore Cesarone chiede assoluzione

Assoluzione perchè il fatto non sussiste per tutti i capi di imputazione. E’ la richiesta dell’avvocato Marco Femminella per l’ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone, avanzata oggi pomeriggio, a Pescara, nel corso della sua arringa al processo su presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese, che conta tra i 27 imputati anche l’ex governatore Ottaviano Del Turco. Cesarone, per cui l’accusa ha chiesto dieci anni di reclusione, è accusato di associazione per delinquere, concussione, corruzione, abuso e falso.

Secondo l’accusa Cesarone insieme a Del Turco e Lamberto Quarta, ex segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione, avrebbe intascato dall’ex titolare della clinica Villa Pini, Vincenzo Angelini, mazzette per cinque milioni e 800 mila euro. «Cesarone – ha detto l’avvocato – è qui perchè reo di non essere stato capace di aiutare Angelini, per cui aveva lavorato in passato, ad evitare che il suo budget scendesse e i posti letto diminuissero».

Il processo riprenderà domani con l’arringa dell’avvocato Caiazza. Subito dopo parlerà l’avvocato Giuliano Milia sempre per Del Turco e poi anche per Lamberto Quarta e per l’ex parlamentare Sabatino Aracu. Intanto nei giorni scorsi i pm Bellelli e Di Florio hanno depositato una memoria di 1.300 pagine riguardante il processo.

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