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Del Turco, il giorno dell’arringa

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E’ arrivato stamattina prestissimo al Tribunale di Pescara, Ottaviano Del Turco, tra gli imputati del processo “Sanitopoli”, giunto oramai alle battute finali.

A cinque anni dall’arresto dell’ allora presidente della Regione Abruzzo, Del Turco, si avvia a conclusione il processo di primo grado relativo all’ inchiesta ‘Sanitopoli’, su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che il 14 luglio 2008 travolse la Giunta regionale, portando l’Abruzzo a elezioni anticipate.

{{*ExtraImg_150148_ArtImgCenter_500x373_}}Dopo una pausa obbligata per lo sciopero degli avvocati, si ricomincia oggi, con le arringhe degli avvocati difensori, che animeranno l’Aula 1 del Tribunale di Pescara.

L’arrivo per la sentenza definitiva è previsto tra il 19 e il 20 luglio.

Il tribunale collegiale di Pescara, presieduto da Carmelo De Santis, ha fissato tre giorni consecutivi di udienze.

La giornata di oggi sarà dedicata all’intervento dell’avvocato Giandomenico Caiazza, uno dei difensori dell’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, tra i principali imputati, per il quale, il 12 giugno scorso il pm ha chiesto una condanna a 12 anni.

A seguire ci sarà l’arringa dell’avvocato Marco Femminella, difensore dell’ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone.

Il 18 sarà la volta dell’avvocato Milia, legale insieme a Caiazza di Del Turco, ma anche dell’ex segretario dell’ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta e dell’ex parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu. Aracu è assistito nel processo anche dall’avvocato Giulia Bongiorno.

Il 19 toccherà infine all’avvocato Cristiana Valentini per l’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga.

Al termine dell’arringa difensiva di Conga, il Tribunale si riunirà in camera di consiglio per la sentenza.

Oltre a Del Turco, finirono agli arresti assessori, consiglieri regionali e manager pubblici e privati.

L’inchiesta conta in totale 27 imputati (25 persone e due società: Villa Pini d’Abruzzo e Barclays Bank). Dovranno essere giudicate per accuse che vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, all’abuso, alla concussione, al falso, alla truffa, al riciclaggio.

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Fra loro l’ex patron della casa di cura privata Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, “il grande accusatore”: dalle sue rivelazioni ebbe inizio la vicenda.

Fu proprio l’ imprenditore, che nel processo è sia imputato (la richiesta del pm è di 3 anni) sia parte lesa (11 milioni di euro per danni morali la sua richiesta di risarcimento), a dichiarare ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro, in cambio di agevolazioni, ad alcuni amministratori pubblici regionali di centrosinistra e di centrodestra.

E fu sempre lui a fare il nome di Del Turco come beneficiario di tangenti. Secondo l’accusa, in sostanza, dal 2003 al 2008 i vertici di due amministrazioni regionali, quella di Giovanni Pace prima e quella di Del Turco poi, sarebbero stati protagonisti di un malaffare che avrebbe portato pian piano al tracollo della sanità abruzzese. “Due gruppi di potere”, a detta della procura, distinti fra loro, ma con elementi in comune.

Uno dei quali rappresentato dalla figura dell’ex presidente della Finanziaria regionale, Giancarlo Masciarelli, ritenuto il vero protagonista delle cartolarizzazioni della sanità, e già uscito di scena nell’ ambito del procedimento dopo aver patteggiato 3 anni e 4 mesi di reclusione per tale vicenda e per quella riguardante la Fira, la Finanziaria regionale abruzzese.

Già condannato, invece, a due anni di reclusione dalla Corte d’Appello dell’Aquila per il reato di concussione per induzione, l’ex presidente di centrodestra della Regione Pace. Pace è stato comunque assolto dal reato di associazione per delinquere, mentre è stata dichiarata la prescrizione per il reato di abuso.

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