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Del Turco, Caiazza: «Incredulità per le accuse»

«C’è incredulità nel dover immaginare che un personaggio pubblico come Ottaviano Del Turco che ha segnato in modo preciso la sua vita nelle istituzioni possa essere improvvisamente divenuto il protagonista non di un fenomeno di corruzione politica, ma il protagonista, come leggiamo dalle imputazioni, di una vicenda concussiva di dimensioni, aspetti e modalità spregevoli». Sono le parole iniziali dell’arringa dell’avvocato Giandomenico Caiazza, uno dei difensori dell’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, tra i 27 imputati nel processo su presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese.

Caiazza prima di esaminare nel dettaglio tutti i capi di contestazione ha sostenuto che Del Turco «è stato protagonista di storia morale straordinaria pubblica» e ha ricordato che «è stato leader al vertice del movimento socialista operaio italiano e del più grande sindacato comunista italiano». «In una realtà come quella dell’epoca – ha aggiunto – se non sei una persona che ha vissuto di un’integrità morale leggendaria non sopravvivi due giorni».

Caiazza ha fatto anche riferimento alla citazione del Pm Bellelli di Sandro Pertini fatta nel corso della requisitoria: «Non poteva – ha detto Caiazza – essere fatto un riferimento più infelice. Del Turco per volontà di Sandro Pertini è stato curatore della fondazione Pertini a Savona. Del Turco era un frequentatore quotidiano della casa di Pertini ed era uno dei riferimenti politici e socialisti di Pertini».

L’avvocato ha concluso la sua premessa facendo leva sul tema della reputazione di Del Turco «stratificata in 60 anni di vita pubblica». «Aver vissuto 60 anni come Ottaviano Del Turco e 60 anni come Angelini non è la stessa cosa – ha spiegato – e non è un problema da cui non potete prescindere quando dovrete decidere se credere a un fatto detto da uno e negato dall’altro».

Caiazza ha anche evidenziato che Del Turco «è sempre stato presente alle udienze fino a quando ha potuto per onorare formalmente il tribunale. Poi se non è stato più qui è perchè non è più stato possibile. Oggi ha ritenuto di dover essere qui».

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