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Tribunale Avezzano, avvocati mobilitati

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Gli avvocati del Foro di Avezzano si mobilitano per scongiurare la chiusura del locale tribunale per effetto della legge delega 148/2011 e del susseguente d.lgs. 155/2012. Oggi la classe forense si è riunita per fare il punto sotto la guida del presidente dell’Ordine degli avvocati Sandro Ranaldi.

I legali marsicani hanno dibattuto ampiamente in ordine al problema della migliore strategia e delle iniziative da intraprendere per sventare il rischio di chiusura dell’ufficio giudiziario del capoluogo marsicano, considerato che il 13 settembre prossimo chiuderanno 26 dei 30 tribunali soppressi dal d.lgs. 155/2012, e che recentemente la Corte Costituzionale ha respinto la questione di costituzionalità sollevata con riferimento ad altri tribunali, tra cui quello di Sulmona.

I quattro tribunali minori abruzzesi (Avezzano, Lanciano, Sulmona, Vasto) dovrebbero chiudere – secondo il decreto dello scorso anno – il 13 settembre 2015. A ottobre 2013 è prevista la discussione davanti al Tar del ricorso presentato dall’Ordine degli avvocati.

L’assemblea – nella quale sono intervenuti anche il presidente del tribunale Eugenio Forgillo e il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio – ha deliberato lo svolgimento in data 25 luglio di un incontro presso il tribunale con tutti i politici della Marsica, parlamentari, sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali.

«Gli avvocati – si legge in una nota – sono fermamente convinti che debba essere una battaglia comune di tutti i cittadini, politico, categorie produttive, ordini professionali, associazioni di categoria a sostegno del nostro territorio e della nostra economia. La chiusura del Tribunale di Avezzano sarebbe del tutto irrazionale e illogica considerato che si tratta del terzo tribunale abruzzese in assoluto che svolge un importante servizio a favore di una zona molto ampia e complessa dal punto di vista geografico, orografico, sociale, infrastrutturale, economico».

L’assemblea, tra l’altro, ha dato mandato al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di svolgere tutte le attività per presentare una richiesta di referendum abrogativo della legge sulla geografia giudiziaria, sollecitando per tale richiesta anche la Regione Abruzzo.

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