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Pakistan, 28enne condannato all’ergastolo per sms blasfemo

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Ergastolo per un sms ritenuto blasfemo per vilipendio a Maometto e all’Islam. E’ la condanna inflitta in Pakistan a un 28enne cristiano nel distretto di Pakpatan, provincia del Punjab. In più anche una multa di 200mila rupie (circa 2.000 dollari).

La sentenza è stata emessa sabato scorso da un tribunale di primo grado a Gojra. Il ragazzo, membro della comunità cristiana “Avventista del Settimo giorno”, era accusato di blasfemia da alcuni leader religiosi islamici e altri personaggi influenti. E, come appreso dall’Agenzia Fides, si tratta del primo caso di “blasfemia via sms” registrato dalla polizia in Pakistan.

«E’ stato del tutto inaspettato che il giudice abbia pronunciato un simile verdetto, condannando il 28enne, perchè non vi sono prove a suo carico», commenta all’Agenzia Fides l’avvocato cattolico Nadeem Anthony, che ha seguito il caso.

Secondo una ricostruzione del caso inviata a Fides da Aftab Alexander Mughal, direttore del periodico “Minorities Concern of Pakistan”, il 18 dicembre 2011 un uomo musulmano residente di Gojra, commerciante di tessuti, avrebbe ricevuto alcuni messaggi sms blasfemi da un telefono sconosciuto. Il giorno dopo si è presentato alla polizia di Gojra che ha registrato una denuncia (“First Information Report”) per blasfemia, incriminando e arrestando il 28enne.

Secondo i membri della comunità cristiana di Goira, le accuse sono infondate e il 28enne è una vittima innocente. L’accusa, infatti non sarebbe riuscita a produrre alcuna prova che ne dimostri la colpevolezza: dal cellulare del ragazzo, consegnato alla polizia, non risulta essere partito alcun sms blasfemo, nè vi sono testimoni oculari. Il 28enne si è dichiarato innocente.

Come riferisce a Fides l’avvocato Mustaq Gill dell’organizzazione Lead (“Legal Evangelical Association Development”) il messaggio sarebbe partito dal telefono di una ragazza pakistana cristiana innamorata del 28enne, ma costretta dai genitori a sposare un altro cristiano residente nel Regno Unito. Quest’ultimo, per gelosia, avrebbe registrato una Sim card col nome della ragazza e avrebbe poi inviato gli sms blasfemi con quella Sim card, per dare una lezione ai due. Anche la donna è stata incriminata ma, risiedendo nel Regno Unito, è stato impossibile procedere contro di lei.

L’accusa è ricaduta allora sul 28enne. Una volta arrestato, la polizia avrebbe cercato di estorcergli con la violenza una confessione, mai firmata dal ragazzo. Fra l’altro, come eccepito dall’avvocato difensore, Javed Chaudhry Sahotra, gli agenti di polizia che hanno registrato la denuncia e trattato il caso non sarebbero competenti per indagare su un caso di blasfemia, dunque l’intero procedimento risulterebbe nullo.

Nonostante tali presunte lacune, il giudice ha condannato il 28enne all’ergastolo. Gli avvocati della difesa hanno annunciato il ricorso all’Alta Corte, in secondo grado di giudizio. La comunità cristiana Avventista del Settimo giorno è riunita in preghiera per il ragazzo, per la sua famiglia e per tutte le vittime innocenti.

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