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Progetto Case, continuano i paradossi

di Antonella Calcagni

Continuano i paradossi nella gestione del Progetto Case. Agli appartamenti che si presumono liberi, sebbene assegnati, fanno da contraltare gli alloggi che si considerano in manutenzione e invece sono regolarmente abitati. Questo accade a Bazzano, dove nemmeno l’assegnataria è al corrente che l’alloggio risulta in manutenzione secondo quanto scritto nel report settimanale del settore assistenza alla Popolazione. Da sempre abita lì e la casa non ha alcun problema.

«A questo punto – commenta Pierluigi Lomarco di tenda Amica e del consiglio civico – mi sorge il dubbio che i dati del report siano davvero scritti a caso». Di paradosso in paradosso, si arriva a Sant’Elia 2 dove ripetutamente alcuni abitanti segnalano un massiccio viavai notturno indirizzato in un appartamento specifico. I vicini non hanno dubbio, lì viene esercitato il mestiere più antico del mondo. La vicenda è stata segnalata agli uffici nel gennaio scorso, ma nessuno ha effettuato sopralluoghi. In ogni caso, anche se fosse, la prostituzione non è illegale, ma lo sfruttamento sì. Circostanze pertanto molto difficili da dimostrare.

Continua il viaggio nel pianeta Case: prossima tappa il quartiere di Sant’Antonio dove gli abitanti sono sul piede di guerra per le bollette inviate di nuovo dal Comune dell’Aquila. «Alcune – spiega Lomarco – superano il 5 mila euro, e alcuni assegnatari non hanno la possibilità di pagare». I problemi per gli assegnatari non finiscono mai: una donna ha da poco ricevuto una diffida da parte del dirigente Di Gregorio ad eseguire entro 5 giorni lavori idraulici. Si tratta di interventi di manutenzione ordinaria che toccherebbero al proprietario. «La signora vorrebbe eseguire gli interventi, il problema è che gli idraulici non vogliono mettere mano all’impianto per timore di brutte sorprese. Ossia che l’impianto non sia a norma che possa rimetterci in proprio».

Vita difficile, dunque, nei progetti casi che potrebbe essere resa migliore a breve grazie alla realizzazione di servizi. «Siamo pronti a ricevere proposte di intervento per realizzare attività culturali, commerciali e sociali nelle aree polivalenti del Progetto Case». È stato pubblicato l’avviso che prevede l’invio di progetti per la realizzazione di servizi. «Questa iniziativa servirà a soddisfare i bisogni di chi si trova negli insediamenti post-sisma – spiega l’assessore Pietro Di Stefano – sia per le persone che ci vivono ora, sia per chi ci abiterà in futuro. Vogliamo che le attività che nasceranno abbiano vita longeva, anche in prospettiva pensando alla popolazioni che ci sarà stabilmente quando sarà passata l’emergenza abitativa».

A dare sostegno a questo progetto, il 30 luglio di tre ani fa, è stata l’università degli studi di Napoli Federico II. Le imprese che faranno domanda e verranno ritenute idonee riceveranno dall’amministrazione una porzione di area su cui posizionarsi e dove esercitare il diritto di superficie pluriennale, come se fosse un normale comodato d’uso gratuito. Il 19 luglio scadranno le domande.

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