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Sport

Convegno ‘Disabilità e sport’

Si è svolto ieri presso la chiesa di San Panfilo in San Panfilo d’Ocre il convegno Disabilità e Sport, organizzato dall’Associazione Culturale Europrogresso, con il Patrocinio del Comune di Ocre, dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati e del Comitato Italiano Paralimpico.

Il convegno, che rientra all’interno della III Edizione della manifestazione “Sport e Solidarietà: il calcio che unisce”, è stato finalizzato a sensibilizzare le persone sui diritti e sugli strumenti di tutela dei diritti delle persone con disabilità ed in particolare sul ruolo che lo sport oggi riveste nell’attuazione del principio di pari opportunità e di non discriminazione delle persone disabili nella società civile. Molte quindi le domande attorno a cui è ruotato il convegno come: “Esistono delle strutture che tutelano le persone con disabilità e dove le persone con disabilità possono fare sport? Come le associazioni sportive riescono a garantire le pari opportunità tra abili e disabili? Quale è stato l’intervento della Regione per mettere in pratica una legge regionale?”

Il convegno coordinato dall’avv. Roberta Spaziani, si è aperto con i saluti del sindaco del Comune di Ocre Fausto Fracassi e dell’avvocato Augusto Di Sano che ha portato i saluti del Presidente dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila. A seguire gli interventi dell’avv. Achille Reali, segretario generale del Centro Studi diritto, economia ed etica dello sport che ha spiegato come la questione dei disabili si sia posta in Italia a partire dal 1950, quindi dal dopo guerra in poi. Ha parlato di come si trovano contenuti sulla disabilità a livello Costituzionale, con successive evoluzioni a livello Comunitario nel 2000, fino alla convenzione Onu del dicembre del 2006 che è divenuta Legge in Italia nel febbraio del 2009.

L’avvocato Carlo Masci, assessore allo Sport della Regione Abruzzo, ha tenuto invece a sottolineare come sport e disabilità sono due sostantivi che sempre più stanno insieme e come lo sport sia un veicolo di aggregazione ed integrazione incredibile e che l’Abruzzo è stata l’unica Regione in Italia a finanziare, per l’acquisto di attrezzature, gli atleti abruzzesi, convocati per le ultime Paralimpiadi di Londra 2012. Inoltre ha ribadito, come l’impegno della Regione verso le associazioni che favoriscono le attività per disabili e per l’acquisto di attrezzature si sia concretizzato attraverso il bando sui fondi P.A.R. F.A.S. (Fondo per le aree sottoutilizzate).

L’ingegnere Roberto Di Matteo, responsabile degli impianti sportivi del Coni Abruzzo, ha spiegato che purtroppo in merito alla disabilità, la situazione impiantistica abruzzese non è soddisfacente. La postazione dei disabili all’interno degli impianti sportivi è spesso residuale. Esiste una barriera culturale anche da parte dei progettisti. In particolare ha riportato un censimento del 1996 sull’adeguamento degli impianti sportivi in Italia in merito alla disabilità, evidenziando come soltanto il 5% degli impianti sia accessibile ai disabili, il 10 % ne è fruibile, il 55% è adattabile ed il 30% è inaccessibile. Gli impianti, ha precisato l’ingegnere Di Matteo, andrebbero progettati riguardando l’uomo in tutte le sue sfaccettature. Quando si costruisce un impianto adeguato alle norme si sostengono comunque costi minori, rispetto alle spese a cui si va incontro con un successivo adeguamento.

Il dottor Enrico Susi dirigente Regionale Inail, nel suo intervento, ha precisato come l’Inail non si interessa solo della persona come invalido, ma in un’ottica nuova, ha riflettuto su altri aspetti importanti come: la prevenzione e il reinserimento del disabile nella vita sociale e lavorativa. Una volta che si è verificato l’infortunio e quindi il problema della disabilità, la persona non viene comunque abbandonata; nel recupero del disabile, lo sport costituisce una spirale virtuosa.

Il presidente Regionale del Comitato Paralimpico Franco Zuccarini ha parlato di come attraverso lo sport si permette alla persona disabile, di recuperare gli schemi motori di base: il correre, il saltare e il rotolare. Il rapporto tra Cip e Inail è un rapporto storico, e lo scorso 2 luglio si è rinnovata la convenzione quadro tra i due Enti. Dopo l’infortunio, terminato il percorso riabilitativo, le persone si chiudono in casa perché non riescono più a fare più quello che facevano prima. Grazie allo sport, diventano autonome, escono di casa con la carrozzina, salgono in macchina, gareggiano, fanno la doccia. Lo sport non è senz’altro una panacea, ma può aiutare a ritrovare nuove motivazioni.

Il dottor Zuccarini ha parlato anche della prospettiva, a breve, di far entrare un rappresentante del Cip nella commissione tecnica del Coni Regionale. Ha terminato il suo intervento mettendo in risalto la carenza di impianti sportivi in Abruzzo adeguati per i disabili, quindi della presenza di barriere architettoniche ma anche della volontà di superarle.

Ha concluso gli interventi la dottoressa Loredana Micheli, presidente dell’Asd Gran Sasso Rugby, che ha parlato del valore del sostegno nel rugby, come di un valore essenziale, che, con la sua associazione, hanno cercato di portare fuori dal campo, con un esempio concreto come la collaborazione con l’associazione 180 Amici dell’Aquila, per riuscire a fare “meta” insieme.

In chiusura Roberta Spaziani, moderatrice e organizzatrice del convegno, ha terminato dicendo che si ripristina l’uguaglianza tra gli individui, eliminando le barriere e intendendo la disabilità non come un elemento negativo per la società, ma come un valore aggiunto. Hanno presenziato all’evento anche il Parroco della Chiesa di San Panfilo d’Ocre Don Gaetano e la vicepresidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati dell’Aquila Alessandra Longoni.