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‘Vacanze sicure’, presentati i risultati della campagna

«Con quest’anno, in 10 anni di controlli specifici, le Forze dell’Ordine, hanno indagato tutte le regioni d’Italia con un numero complessivo di verifiche che si avvicina alle 100.000. Si tratta di un campione più che significativo che, pur non avendo valenza di rigorosità statistica, è certamente un riferimento rappresentativo, della realtà del parco circolante italiano». A comunicarlo è l’ufficio stampa Pneumatici Sotto Controllo.

«Percentuali – si legge nella nota – molto piccole, apparentemente di scarso rilievo, quando sono traguardate all’intero parco circolante italiano, assumono proporzioni impressionanti. Ad esempio, i dati di quest’anno, indicano che il 12,1% delle 7.000 vetture controllate presenta almeno una non conformità riferita alle gomme, cioè 850 vetture. In Abruzzo le auto su cui è stata riscontrata almeno una non conformità legata al pneumatico sono state 64 (16%). Questo dato traguardato su 37 milioni di auto, si tradurrebbe in circa 4 milioni e mezzo di vetture con irregolarità riferite ai pneumatici».

«I risultati dei controlli – si legge ancora nella nota – della campagna 2013, elaborati in collaborazione con il Politecnico di Torino, anche quest’anno hanno evidenziato che c’è ancora molto da fare per promuovere una circolazione sicura a partire dal pneumatico: fondamentale ma sempre più trascurato, forse a causa della crisi che riduce sempre di più la capacità di acquisto degli italiani. Assogomma e Federpneus, sottolineano come i controlli del giugno 2013, della Polizia Stradale, abbiano fotografato un parco circolante con un’anzianità media di 7 anni e 2 mesi, quindi molto più giovane del reale parco auto italiano, che ha un’età media di 10 anni e 4 mesi, di cui il 44% con addirittura più di 10 anni (fonte ACI 2012)».

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«Il parco auto Italiano – prosegue la nota – sta subendo un repentino fenomeno di invecchiamento, infatti nel 2005, l’età media era di 8 anni e 11 mesi, nel 2010 si era leggermente ridotta a 8 anni e 2 mesi, grazie agli incentivi, mentre nel 2012 l’età media si è alzata considerevolmente arrivando ai 10 anni e 4 mesi. Il calo delle vendite di auto nuove, lascia presagire un ulteriore peggioramento di questo dato per il 2013. Leggermente in calo rispetto ai controlli del 2012, nonostante le regioni indagate siano differenti, la percentuale di pneumatici lisci riscontrata al 2,7 % del campione, con però percentuali più che doppie in Calabria (5,5%), con punte a Reggio Calabria del 7%, a Teramo in Abruzzo del 6%, e a Vibo Valentia del 5,8%, a Pescara 5,3%».

La provincia di Chieti con nessun pneumatico liscio, si aggiudica la Palma d’oro della sicurezza.

«La percentuale – si legge nella nota – di pneumatici danneggiati visibilmente si riduce mediamente al 3%, ma con livelli tripli, rispetto al dato nazionale, a Cosenza (8,7%) e, a seguire Mantova(8%) e Reggio Calabria (6%). Molto male anche L’Aquila con il 5,8%, mentre a Chieti siamo a meno dell’1%. Calano le quantità di pneumatici non omologati, che si attestano a circa il 2% del campione con valori tripli a Como, fanalino di coda al 6%, Brescia al 5,4% e Novara al 4,9%.Mentre in Abruzzo, fortunatamente,le percentuali sono tutte ben al di sotto della media. Si riduce anche il dato medio di pneumatici non conformi alla carta di circolazione. Bene i dati in Abruzzo dove a Chieti e all’Aquila tutte le vetture controllate erano conformi».

«Dati – si legge ancora nella nota – mediamente in leggero miglioramento, grazie alla virtuosità di alcune regioni come la Lombardia e il Piemonte dove sono state condotte negli anni numerose indagini di questo tipo: tutto ciò a dimostrazione che i controlli fanno bene alla sicurezza stradale migliorando l’attenzione degli automobilisti nei confronti delle scarpe della propria vettura. Va inoltre rilevato, che all’aumentare dell’anzianità del veicolo, segue un aumento lineare e progressivo delle percentuali di non conformità, a dimostrazione della scarsa manutenzione sui pneumatici. Infatti nelle vetture sopra i 10 anni le quantità di pneumatici lisci, danneggiati e non omogenei è doppia rispetto a quelle con età compresa tra i 5 e i 10 anni, e addirittura si quadruplica rispetto alle vetture fino a 4 anni di età».

«E’ importante che ogni veicolo monti pneumatici in conformità del dettato normativo per non compromettere la sicurezza alla guida e non incorrere in sanzioni – spiega Vittorio Rizzi, direttore del Servizio Polizia Stradale – Ad esempio, non tutti sanno che è sanzionabile la circolazione con pneumatici il cui battistrada abbia uno spessore inferiore a quello previsto dalla legge o che presenti tagli o incisioni. E’ necessario che la cura degli pneumatici divenga un fattore di coscienza c.d. sociale».

«Alla mancata – si legge – manutenzione ordinaria dei pneumatici, si aggiunge la mancata revisione, che incide anche sul pneumatico, il cui dato è quasi raddoppiato dall’anno scorso, passando dal 2,7% al 4,62% delle auto controllate, con Pescara e Teramo intorno al 5%».

«La ricerca del risparmio a tutti i costi, favorisce la crescita di soluzioni di ripiego che possono costituire un elemento di rischio per la sicurezza stradale – dice Fabio Bertolotti, direttore Assogomma – Questa è una delle ragioni che sta alla base dell’aumento di pneumatici non omogenei per asse che dal 3,2% passa al 5,5% con punte del 10,5 % in Abruzzo e di quasi l’8% in Calabria e Sardegna».

«Questo tipo – si legge ancora nella nota – di non conformità, raggiunge valori ancora più elevati, a livello provinciale: è il caso di Teramo (16,9%), Alessandria (15,25), Oristano (13,9%), Pescara 11,4%. Per legge, i pneumatici sullo stesso asse devono essere identici, cioè perfettamente uguali, in tutto e per tutto: marca, modello, misure e caratteristiche prestazionali. Questa prescrizione giuridica, soggetta ad ingenti sanzioni pecuniarie, nonché al ritiro della carta di circolazione, e all’invio alla revisione, ha soprattutto un fondamento tecnico basilare: salvaguardare il corretto funzionamento del veicolo e quindi la sicurezza».

«In fortissima crescita – prosegue la nota – anche la percentuale di pneumatici invernali ancora montati nel periodo dei controlli, la seconda decade di giugno, con una quota media del l’11,38%, con punte del 22,5% in Abruzzo. A livello provinciale, maglia nera a Sondrio (27,6%), seguita a ruota da Teramo (26,5%), Pescara (26,3%) e L’Aquila (23,5%). Forse, gli automobilisti di queste province, non sanno che, come in inverno il miglior equipaggiamento per circolare è dotarsi di pneumatici invernali, così in estate, è meglio in termini di prestazioni e consumi, circolare con gomme estive. Un test organizzato da Assogomma e Federpneus a Bologna presso la fiera Autopromotec, a maggio di quest’anno, ha dimostrato come con temperature calde, il pneumatico estivo riduce lo spazio di frenata su asfalto asciutto fino al 25% rispetto all’omologo invernale, mentre su bagnato la differenza di spazio di frenata arriva fino al 18% rispetto all’invernale».

«Quest’anno – si legge nella nota – per la prima volta è stata rilevata anche la percentuale di vetture che montavano un equipaggiamento misto, cioè due gomme invernali sull’asse trattivo e due estive al posteriore. Sono state circa 200 le auto controllate con tale configurazione, cioè il 2,5% del campione. Si tratta di una configurazione sconsigliata non solo dalle case costruttrici, ma anche dalla Direttiva ministeriale del 16 gennaio 2013, che proprio nell’ambito di una regolazione della circolazione durante il periodo invernale ha sentenziato di “ impiegare un equipaggiamento omogeneo su tutte le ruote al fine di conseguire condizioni uniformi di aderenza sul fondo stradale. Tale equipaggiamento, sale fino al 3% ed oltre, nel caso di fuoristrada e di vetture di piccola cilindrata: un’altra pratica probabilmente all’insegna della ricerca affannosa del risparmio e/o da una errata equiparazione alle catene».

«Se è comprensibile che gli automobilisti italiani cerchino ogni sistema, per essere in regola con la legge con il minimo esborso, non è accettabile che ciò vada a discapito della loro, e soprattutto altrui incolumità» – afferma sempre Fabio Bertolotti.

«Una novità – prosegue la nota – nei parametri dell’indagine di quest’anno, è data dall’ambito dell’indagine stessa, che si è svolta in Autostrada solo nel 31% dei casi, mentre nel 42% le auto sono state fermate su strade a una corsia. Assogomma e Federpneus consigliano sempre, e a maggior ragione in occasione delle partenze estive e di lunghi viaggi, una visita presso un Rivenditore specialista: sono oltre 5.000 in Italia i professionisti presso cui è possibile gonfiare i pneumatici ed effettuare un controllo visivo sullo stato dei pneumatici, tutto gratuitamente. E’ bene rammentare anche di ripristinare la pressione della ruota di scorta e di far controllare lo stato dei pneumatici di roulotte, carrelli appendice e camper che spesso sono stati fermi per 11 mesi, e che possono presentare oltre ad un classico sottogonfiaggio, anche deformazioni permanenti delle gomme».

«Per viaggiare sicuri è indispensabile utilizzare pneumatici idonei al periodo stagionale, controllati accuratamente da rivenditori specialisti, e soprattutto opportunamente gonfiati – conclude Fabio Bertolotti – E’ un consiglio di civiltà che tra l’altro aiuta a risparmiare benzina e a ottimizzare il consumo delle gomme».

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