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«Siamo contrari al trasferimento di padre Candido»

Un gruppo di parrocchiani del quartiere aquilano di San Sisto ha scritto una lettera aperta ai ministri generali dei frati minori per chiedere di scongiurare il trasferimento di padre Candido Bafile.

«Con profondo rammarico – si legge nella lettera – ho appreso la notizia del trasferimento di Padre Candido Bafile dalla parrocchia di San Sisto. In questi anni (troppo pochi) ne abbiamo apprezzato la dedizione, l’impegno instancabile, l’affabilità, la capacità di tessere rapporti umani di valore, non selettivi e non “a tempo determinato”, la predica e la pratica della carità, soprattutto verso i più bisognosi (e non solo di beni materiali), la profondità della fede e la capacità di rendere fruibile e facile per tutti la Parola».

«La nostra parrocchia – prosegue la lettera – in tempi nei quali la diffidenza, la paura e l’egoismo rendono difficile aggregare, unire condividere, è diventata per molti punto di riferimento, vera e propria famiglia di famiglie, luogo dove attingere coraggio per vivere la vita di tutti i giorni e dove spendersi per l’educazione alla fede, rendere bella e gioiosa la liturgia, allenarsi alla carità. Perché cambiare il cuore di una comunità dove il cammino è appena iniziato! La mia rabbia e quella dei fedeli è determinata sopra tutto perché non è stata data nessuna spiegazione. Pur sapendo dell’obbedienza attiva della vocazione francescana nei riguardi dei ministri tutti, noi vogliamo pure che la sua parola sia legata sia al servizio della Chiesa sia il diffondere del messaggio di Cristo a noi uomini».

«Tante regole prefissate – conclude la lettera – sono legate soprattutto ai novizi e agli aspiranti giovani che certamente nostro Padre Candido ha praticato e ne ha da insegnare e nella sua vita spirituale di trasferimenti, quanto l’età lo permetteva, ne ha vissuti tantissimi. Ecco perché oggi all’età di settantacinque anni, non si capisce perché debba lasciare questa comunità, forse perché sta facendo troppo bene! O forse perché da fastidio a qualcuno! Lo ritengo improprio e controproducente. Aiutateci a non interrompere questo cammino di fede nel suo momento migliore».

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