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«Ancora scelte in danno dell’Aquila»

«Con questa lettera vogliamo portare alla vostra conoscenza la situazione di Sviluppo Italia Abruzzo spa, la cui sede legale dell’Aquila è stata chiusa a seguito alla strategia “scelta” dall’assessorato alle Attività produttive che si è mosso unilateralmente e senza confronto con le rappresentanze istituzionali del territorio aquilano». E’ quanto si legge in una lettera aperta firmata da Gianfranco Giuliante, Luca Ricciuti e [i]Giorgio De Matteis[/i] e indirizzata al presidente della Regione e ai parlamentari aquilani.

«Sviluppo Italia Abruzzo spa – si legge nella lettera – è una società controllata al 100% da Abruzzo Sviluppo spa, posseduta al 100% dalla Regione Abruzzo. Il pacchetto azionario di Sviluppo Italia Abruzzo è stato acquisito da Abruzzo Sviluppo nel maggio 2011 ad € 1 a fronte di un patrimonio immobiliare (3 incubatori d’impresa) valutato da recente perizia in almeno 7,5 milioni di Euro (superficie coperta di circa 15.000 mq). Tale operazione ha comportato per la Regione l’irrisoria spesa di un euro a fronte di un rafforzamento della solidità patrimoniale della “in house” Abruzzo Sviluppo spa che ha effettuato la rivalutazione della partecipazione per € 1.200.000 iscrivendola altresì nello stato patrimoniale. A seguito delle nuove norme nazionali in materia di società “in house” (per legge è Abruzzo sviluppo che deve essere “sciolta” e non Sviluppo Italia Abruzzo) la fusione per incorporazione è stata bloccata, salvo l’acquisizione da parte di Abruzzo Sviluppo del patrimonio prima appartenuto a Sviluppo Italia Abruzzo e senza dar seguito agli impegni presi circa attività da girare. Negli ultimi due anni, infatti, le numerose commesse per le quali il management di Abruzzo Sviluppo si era impegnato a coinvolgere il personale di Sviluppo Italia Abruzzo non si sono viste tanto che sono state pochissime e di valore economico estremamente esiguo quelle arrivate e ciò ha comportato una crisi di liquidità dell’azienda che da mesi non riesce a pagare il proprio personale».

«Sviluppo Italia Abruzzo che conta 19 dipendenti dislocati nelle 4 sedi (L’ Aquila, Avezzano, Sulmona e Mosciano S. Angelo) e 3 incubatori d’impresa che ospitano attualmente 38 aziende per un totale di 213 occupati – si legge ancora nella lettera – ha partecipato ad importanti progetti di sviluppo locale, come la gestione del Titolo II del Dgls 185/2000, il cosiddetto “Autoimpiego”, che finanzia le nuove imprese sotto forma di Ditte Individuali o Microimprese. Solo negli anni 2010-2012 sono pervenute in Abruzzo più di 1.300 domande».

«La chiusura della sede dell’Aquila di Sviluppo Italia Abruzzo – sottolineano Giuliante, Ricciuti e De Matteis – ha privato la città di un presidio importante per lo sviluppo d’impresa, soprattutto ora che ci saranno da gestire le nuove imprese attratte dai benefit fiscali di cui usufruisce ed usufruirà il territorio aquilano. La motivazione formale della chiusura della sede dell’Aquila fornita dal liquidatore è “il taglio dei costi”. Si tratta evidentemente di una motivazione pretestuosa, se non imbecille, in quanto i costi di gestione della sede (canone mensile di affitto incluse tutte le utenze) è di solo € 600 euro/mese, che peraltro potevano essere azzerati se solo si fosse deciso di ospitare tale presidio in uffici regionali (come pure richiesto da tempo da Sviluppo Italia Abruzzo). Vi chiediamo, pertanto, un incontro urgentissimo e una immediata presa di posizione atta a far retrocedere da una decisione tanto semplicistica quanto azzardata».

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