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Fucino: servono investimenti sulle infrastrutture

Confagricoltura L’Aquila condivide quanto affermato dal Presidente della Provincia Antonio del Corvo sulla controversa questione delle strade del Fucino.

«Avezzano, che ogni giorno si candida a divenire il centro propulsore delle iniziative politiche sul territorio farebbe bene a confrontarsi con tutti i soggetti per risolvere i problemi infrastrutturali del comprensorio» afferma Stefano Fabrizi Direttore di Confagricoltura L’Aquila.

«Ma veramente si pensa, che, soppressa la provincia, possano essere i 5000 proprietari dei terreni del Fucino, contribuenti del Consorzio di Bonifica, a doversi accollare le spese per la manutenzione delle strade dove transitano in larga maggioranza gli automezzi di tutti i cittadini dei comuni ripuari?»

Se così fosse si dovrebbe ipotizzare, per paradossi, la chiusura dei 272 km di strade da destinare al solo passaggio dei mezzi agricoli.

Il problema a nostro giudizio è che non si vuole riconosce al Consorzio di Bonifica il ruolo che ha per legge e Costituzione e che, non a caso, dopo strenue lotte, sopravvive alle stesse province cui, è stata decretata la morte nei giorni scorsi e agli altri Enti regionali che non pare abbiano svolto con efficacia le attività loro assegnate.

I Sindaci fucensi, oltre alle strade, dovrebbero occuparsi del sistema della depurazione delle acqua. Vogliamo ricordare che da qualche tempo si è aperto il dibattito su questo tema e sui riflessi negativi non solo sull’ambiente ma anche sulle attività produttive: agricoltura e turismo che dalla mancanza del servizio vedono compromesse le possibilità di qualificare l’offerta di produzioni e servizi.

Come sempre in questi casi ci si limita alla presa d’atto dello stato di fatto ritenendo ineluttabile la situazione. Lo stesso Governatore Chiodi afferma che il tasso di depurazione delle acque reflue in Abruzzo è il più basso d’Europa mentre l’assessore regionale al Servizio idrico integrato, Angelo Di Paolo, annuncia una ricognizione finalizzata a capire quanti impianti ci sono, quanti funzionano e quali sono le criticità maggiori.

Confagricoltura L’Aquila formula una proposta molto semplice: affidare al Consorzi di Bonifica il compito di gestire questo servizio nel nostro comprensorio anche in considerazione del fatto che l’ente già ora gestisce l’85% delle acque e che buona parte di quelle depurate potrebbero essere riutilizzate dallo stesso Consorzio a scopi irrigui.

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