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Aeroporto di Preturo e i numeri scomodi

Continua la saga dell’Aereoporto dei Parchi di Preturo.

Le telecamere del Capoluogo.it si sono recate presso gli uffici competenti del Comune (Ufficio Gestione Aeroporto dei Parchi, Ufficio Manutenzione e Gestione Progetto C.A.S.E. e M.A.P., ndr) per avere informazioni sulla rendicontazione della prima tranche di sovvenzioni elargite dal Comune all’azienda Xpress, vincitrice dell’appalto di gestione della struttura per i prossimi 20 anni.

Nel 2012 la Xpress ha ricevuto i primi 200.000 euro dei 600.000 stanziati dal Comune dell’Aquila, così abbiamo provato ad intervistare l’ingegnere Mario Corridore funzionario dell’ufficio gestione Aeroporto dei Parchi.

Poco collaborativo, l’ingegnere è sfuggito alle nostre telecamere e alle domande del giornalista. Si è fatto rincorrere per due piani di scale perché non voleva essere intervistato né spiegare nulla riguardo la situazione dell’aeroporto e, soprattutto, non voleva assolutamente parlare dell’esistenza o meno di una rendicontazione delle spese sostenute dalla Ditta XPress di Giuseppe Musarella.

L’ingegner Corridore era talmente stizzito che ha risposto alle nostre domande con un secco ‘Non sono affari vostri!’ e che avremmo potuto conoscere i conti ed i rendiconti della Xpress con un ‘Accesso agli atti’.

Il fastidio dell’ingegnere è stato tale che ci ha minacciato di ‘usare le mani’ contro di noi.

La trasmissione Off the Report (costola di Report di Milena Gabanelli) andata in onda qualche tempo fa su Rai3 ha proposto un approfondimento sul tema, evidenziando le enormi carenze dello scalo aquilano.

La partita si gioca sui numeri e su quanti passeggeri potrà avere (tra partenze e arrivi) l’aeroporto di Preturo e su quale sia il progetto di espansione dell’aereoporto.

Né Musarella, imprenditore impegnato anche nel campo degli integratori alimentari (fonte “Report”, ndr) né tanto meno l’assessore aquilana e pediatra Emanuela Iorio, hanno mai avuto la benché minima esperienza nel settore.

L’Aeroporto di Pescara, tanto per fare un ironico paragone, ha annunciato il rischio chiusura qualche settimana fa e ha avuto nel 2012 ben 563.000 passeggeri e, nonostante questo, ha una situazione al limite (500.000 passeggeri annui) rispetto a quanto stabilito dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la sostenibilità e il mantenimento dell’attività dello scalo abruzzese.

Nel nostro Paese sono attualmente operativi 112 aeroporti, di cui 90 aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea), 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 esclusivamente a uso militare.

L’Atto di indirizzo, al fine di ridurre la frammentazione esistente e favorire un processo di riorganizzazione ed efficientamento, formula una proposta di individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, che costituiranno l’ossatura strategica su cui fondare lo sviluppo del settore nei prossimi anni:

Aeroporti inseriti nella Core Network (considerati di rilevanza strategica a livello Ue in quanto pertinenti a città o nodi primari): Bergamo Orio al Serio, Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia.

Aeroporti inseriti nella Comprehensive Network,

con traffico superiore a 1 mln di passeggeri annui: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona.

Con traffico superiore a 500mila passeggeri annui e con specifiche caratteristiche territoriali (unicità nell’ambito regionale o servizio a un territorio di scarsa accessibilità): Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste. Indispensabili per la continuità territoriale: Lampedusa, Pantelleria.

Aeroporti non facenti parte delle reti europee, con traffico vicino al milione di passeggeri e con trend in crescita: Rimini.

Destinati a delocalizzare traffico di grandi aeroporti: Salerno.

Gli aeroporti non di interesse nazionale dovranno essere invece trasferiti alle Regioni competenti, che ne valuteranno la diversa destinazione d’uso e/o la possibilità di chiusura. L’Atto di indirizzo, inoltre, non prevede la realizzazione di nuovi scali. Tale principio vale, ad esempio per Grazzanise (considerata la capacità di Napoli Capodichino di sostenere ulteriori aumenti di traffico e la possibilità di utilizzare lo scalo di Salerno) e Viterbo (i cui investimenti potranno essere usati per il potenziamento infrastrutturale di Fiumicino).

Alla luce di tutto questo sembra acquisire ancora più valore la proposta transitata sui tavoli regionali qualche anno fa, di utilizzare l’aeroporto di Preturo come scalo tecnico a sostegno di quello di Pescara.

Almeno così, aldilà dei campanili, gli Aeroporti dei Parchi avrebbero avuto una chance per il futuro dell’intero territorio.

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