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Marchionne, «700 milioni investimento in Sevel»

L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha visitato il reparto lastratura dello stabilimento della Sevel in Val di Sangro, dove oggi ha annunciato un nuovo investimento. Ad accoglierlo, disposti su due file in tuta bianca e grigia e con macchine fotografiche, gli operai dello stabilimento che lo hanno applaudito.

Tra i presenti accanto a Marchionne i vertici della Regione Abruzzo, il presidente Gianni Chiodi, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, il prefetto di Chieti, Fulvio Rocco De Marinis e l’arcivescovo di Chieti, monsignor Bruno Forte.

Prima dell’incontro con i dipendenti Sevel il numero uno di Fiat ha avuto un incontro con il governatore Chiodi. Lo stabilimento conta 6.200 dipendenti e 4 mila occupati nell’indotto. Dall’81 produce il Ducato.

Ammonta a oltre 700 milioni di euro l’investimento alla Sevel in Val di Sangro. Lo ha detto l’ad della Fiat, Sergio Marchionne nella cerimonia che si è svolta nella fabbrica.

L’investimento, pari a circa 700 milioni di euro nell’arco di cinque anni, «permetterà all’impianto di Sevel, organizzato secondo i principi del World Class Manufacturing – spiega il Lingotto in una nota – di confermarsi sempre di più uno stabilimento automobilistico all’avanguardia nel mondo. Gli investimenti, di cui 550 milioni di euro provenienti da Fiat-Chrysler e 150 milioni di euro da Psa, includeranno l’inserimento di 60 robot di lastratura, il rinnovo di 25 sistemi di spruzzatura in verniciatura, un nuovo impianto di assemblaggio e la riorganizzazione logistica e predisporranno lo stabilimento per la produzione di una più ampia gamma di prodotti al fine di soddisfare le diverse e molteplici esigenze dei clienti e del mercato».

«Stiamo incontrando molte più difficoltà di quelle che non avremmo immaginato, che mettono a serio rischio ogni passo successivo. La sentenza della Consulta aggiunge incertezza», ha spiegato l’ad della Fiat, Sergio Marchionne.

«Serve – ha continuato Marchionne – un piano di coesione nazionale per la ripresa economica. Siamo più che disponibili ad incontrare la Fiom, ma partendo dal dato acquisito che non possono essere messi in discussione gli accordi presi dalla maggioranza». «Non vogliamo – ha aggiunto Marchionne – mettere in discussione gli investimenti annunciati, ma non possiamo accettare che comportamenti violenti e il boicottaggio del nostro impegno vengono considerati esercizio di diritti anche da parte di autorevoli istituzioni». «Senza regole certe – ha concluso Marchionne – questo alla Sevel è l’ultimo investimento».

«Questo stabilimento – ha aggiunto – ha una grandissima forza, il fatto che siamo i leader nella classe di questi furgoni in Europa dice molto: tra l’altro lo stiamo usando come un polo per esportare componentistica sia in Nord America che in Sud America perchè c’è molto lavoro. Sono orgoglioso degli abruzzesi e dello stabilimento».

«Della Valle è libero di fare ciò che ritiene più opportuno», ha detto l’Ad di Fiat, Sergio Marchionne, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle recenti prese di posizione dell’imprenditore marchigiano nella vicenda Rcs. «Noi – ha aggiunto – abbiamo sempre avuto interessi in Rcs, per noi è importante. Si tratta di proteggere qualcosa che è stato nel gruppo da anni, rappresenta qualcosa di valore. Quindi è da proteggere come abbiamo fatto per Fiat nel 2004».

«In 32 anni la Sevel, inaugurata dal presidente Sandro Pertini e dall’avvocato Giovanni Agnelli, ha avuto una magnifica avventura, producendo più di quattro milioni e mezzo di furgoni, un terzo dei veicoli prodotti in Europa sono stati fatti qui in Abruzzo, ad Atessa. Inoltre il 70% dei camper circolanti in Europa è stato allestito su furgone Ducato», ha detto nel saluto Carlo Materazzo, direttore dello stabilimento Sevel in occasione della visita di Sergio Marchionne. «E’ indiscusso il successo del nostro prodotto – ha aggiunto Materazzo – grazie all’impegno e alla competenza dei lavoratori. Ogni scocca completa esce in meno di un minuto con possibilità di 1.250 varianti. La produzione Sevel, con annessi servizi dell’indotto, rappresenta il 10% del Pil Abruzzo. Abbiamo processi introduttivi con i migliori standard mondiali. Negli ultimi cinque anni abbiamo avuto una riduzione di infortuni sul lavoro e un abbattimento dei guasti sugli impianto del 70%. Ora bisogna migliorare questi successi puntando al futuro».

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