IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Tavolo Phoenix tra farsa e tragedia

di Roberta Galeotti

I fatti hanno largamente dimostrato che togliersi la fascia tricolore, spogliare gli edifici dalla bandiera italiana, minacciare l’ennesima marcia su Roma e tornare ai sistemi rivoluzionari del 1971 per la difesa del capoluogo regionale non hanno sortito alcun effetto positivo. Anzi, l’opinione pubblica nazionale si rifiuta di identificare gli aquilani nei distruttivi e incomprensibili atteggiamenti del Primo cittadino.

Non parliamo, poi, della disponibilità dialettica dei ministri, dei parlamentari e delle strutture ministeriali. Appena sentono parlare del sindaco, o del Comune dell’Aquila, girano tutti le spalle. Non vogliono essere coinvolti in banali, patetiche, plateali e nervose proteste di piazza, lontane dalla consueta etica che dovrebbe distinguere il primo cittadino di una prestigiosa città capoluogo di regione e prive di ogni forma di corretta dialettica.

{{*ExtraImg_148038_ArtImgLeft_300x168_}}Il comportamento in occasione dell’incontro con il ministro Trigilia e con il comitato tecnico scientifico di valutazione dei progetti per la ricostruzione non ha bisogno di commenti. Come pure non ha necessità di chiarimenti la “cacciata di Pietrucci” dall’ufficio di gabinetto del Sindaco. Le spiegazioni non rappresentano altro che un goffo modo di arrampicarsi sugli specchi. Come pure la scelta di abbandonare la seduta per l’assenza di un solo componente del Comitato ha costituito un pessimo gesto, stigmatizzato da tutti i presenti, ministro compreso.

Il guaio grosso, peró, è di ben altra portata, perchè il sindaco mente, sapendo bene di mentire. La storia di questo evanescente insediamento sul territorio di una azienda di cui si conosce ben poco presenta delle opportune sfaccettature che i cittadini dovrebbero conoscere per poterne trarre le giuste conclusioni nei percorsi elettorali che interessano la città e la regione.

L’azione prende le mosse dalla crisi che ha investito l’azienda Finmek operante sul territorio. I dipendenti, posti sotto cassa integrazione, hanno usufruito di tutte le proroghe necessarie per poter fruire del predetto sostegno sociale. La legge prevede, in proposito, che si potrebbe concedere una ulteriore proroga solamente in presenza di una trattativa con una qualsiasi azienda che voglia investire nel settore. Per questo è stata perseguita questa opportunità con l’Accord Phoenix.

Il comitato tecnico riunito dal ministro, a differenza del sindaco, ha dimostrato chiaramente di aver studiato il progetto della citata azienda. Infatti, esso presenta degli aspetti non rispondenti alla vigente normativa. Non è stato scritto nelle lingue ufficiali per intero, tanto è vero che alcune parti fondamentali risultano scritte in lingua indiana. Alcuni aspetti tecnici vanno opportunamente corretti e adeguati alla normativa che regola la materia.

La richiesta, fondamentalmente, cozza con la norma relativa alla finalizzazione degli investimenti che, nel caso in esame, sono riservati all’industria di ben altro settore, al quale non appartiene per nessun motivo la Accord Phoenix. Al cospetto di queste inconfutabili considerazioni, il sindaco ha preferito abbandonare platealmente l’incontro, cercando pateticamente di coinvolgere la burocrazia ministeriale per cercare di mascherare la totale impreparazione e la scarsa conoscenza della normativa nazionale.

Non è corretto. Come non é corretto ignorare la forte stigmatizzazione dell’abbandono ingiustificato della seduta da parte di tutti i componenti del comitato. Altrettanto irriguardosa, inoltre, appare la fantasiosa affermazione di un ipotetico investimento di ben 60 milioni di euro, con una compartecipazione di ben 21 milioni di euro a carico delle casse nazionali. Il tutto per acquisire una possibile proroga per la fruizione della cassa integrazione da parte dei lavoratori della Finmek, il cui costo, certamente, sarà di gran lunga inferiore al richiamato intervento sociale per i lavoratori sospesi dal lavoro.

Un programma economico verificabile é stato richiesto all’azienda, perchè, da quello che si é potuto sapere, lo stato di salute finanziario dell’investitore non é stato possibile rilevarlo da nessun allegato. Forse, non sarebbe male effettuare qualche opportuna verifica in questa direzione. Questo potrebbe essere un vero esempio di trasparenza amministrativa. La verifica di ogni e possibile circostanza volta a garantire insediamenti corretti di aziende produttive, capaci di generare lavoro e ricchezza per un territorio dilaniato dagli eventi sismici e politici.

Comunque, il sindaco dica anche chiaramente che il progetto deve essere adeguato agli standard progettuali dettati dalle specifiche leggi vigenti in materia. Sembrerebbe, oltretutto, che bisognerebbe fare diversi sforzi, non per l’interpretazione di un semplice aggettivo, ma per far rientrare l’iniziativa tra le attività industriali produttive.

Sarebbe opportuno che, in occasione della prossima riunione del comitato tecnico, il sindaco non abbandonasse la sedia, come al solito, per ascoltare direttamente le osservazioni, le indicazioni e le raccomandazioni per la redazione di progetti reali, costruttivi e, soprattutto, dotati di credibilità.

X