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Ordine giornalisti ‘bacchetta’ Cialente

«Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha tutto il diritto di licenziare il proprio Capo di gabinetto per rottura del rapporto fiduciario, del resto era stato lo stesso primo cittadino a sceglierlo. Quello che è totalmente opinabile, sotto lo strettissimo profilo del principio di democrazia, è averlo fatto con la motivazione che il suo Capo di gabinetto avrebbe intrattenuto rapporti con i giornalisti; anzi con un giornalista direttore di un ‘fogliaccio’, così lo definisce, che bisognerebbe ignorare per la sua inconsistenza sostanziale». Lo scrivono in una nota il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Abruzzo, Stefano Pallotta, e il segretario del Sindacato giornalisti abruzzesi, Franco Farias.

«Al primo cittadino dell’Aquila non possono sfuggire due elementi fondamentali. Il primo – proseguono i rappresentanti dei giornalisti – in democrazia, come lui stesso ha ricordato nel licenziamento via Facebook del suo Capo di gabinetto, la forma è sostanza e le parole sono sostanza. Definire fogliacci giornali non allineati o scomodi è tipico di chi la democrazia la predica solo a parole. Il secondo: avere rapporto con i giornalisti (con tutti, favorevoli o contrari, di parte o di partito, autonomi o allineati) non lo esige la correttezza istituzionale, ma lo impone il principio di trasparenza amministrativa».

«Infine – concludono Pallotta e Farias – vorremmo ricordare al sindaco dell’Aquila una regola fondamentale della professione giornalistica, che non gli dovrebbe far perdere la trebisonda: ‘Giornalismo è diffondere quello che qualcuno vuole non si sappia. Tutto il resto è propaganda’».

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