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La ricostruzione passa per Bruxelles

di Antonella Calcagni

La ricostruzione dell’Aquila (e non solo) passa necessariamente per Bruxelles. Lo ha ribadito il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente al ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero.

«Sono entrato subito in sintonia con il ministro – ha spiegato Cialente – l’incontro è stato proficuo. Prima del ministro ho incontrato anche Gianni Letta che mi sta dando una mano. Con lui abbiamo passato in rassegna tutte le ipotesi per aumentare la disponibilità di cassa per la ricostruzione».

Sul piatto anche la possibilità di disporre di parte del “tesoretto” di Barroso e di coinvolgere la Bei (Banca europea degli investimenti) nel finanziamento. Sulla restituzione delle tasse il quadro è meno drammatico, tuttavia per Cialente è necessario rilanciare un tavolo alla presenza del Governo per chiarire una volta per tutte quali siano le attività o i tipi di imprese, ad esempio, ristoranti, alberghi o attività artigianali che possono essere tirate fuori dalle tipologie che devono attenersi all’articolo 37 del Trattato (sulla libera concorrenza).

«Lo Spirito dell’Italia è quello di agire secondo la filosofia del Trattato anche se è arrivato il momento di interpretare quale sia la definizione di danno e se mai all’Aquila ci sia stato il superamento del danno effettivamente subito». Lo Stato italiano per il sindaco non può continuare a mandare a Bruxelles dei tecnocrati. Basta con la sudditanza, a scegliere deve essere la politica, perciò, è il governo che deve andare a Bruxelles.

Dal canto proprio Cialente ha già organizzato una [i]task-force[/i] composta da alcuni dei sindaci dei territori colpiti dalle calamità. L’Aquila, Perugia e la lista delle altre città, tutti insieme per chiedere all’Europa due cose: la possibilità di derogare al patto di stabilità per le zone colpite e ancora la rinegoziazione dei termini per la restituzione delle tasse. Un pericolo solo rinviato, visto che l’iter per la procedura di infrazione nei confronti dello Stato Italiano sembra essere stata avviata. Lunedì il disegno di legge Europa sarà approvato senza l’articolo killer (solo accantonato) sulla restituzione delle tasse al 100% dalle zone che hanno fruito degli sgravi.

«Visto che della questione si parlerà, sarà quella l’occasione giusta per presentare un ordine del giorno già depositato – ha spiegato la senatrice Stefania Pezzopane – che impegni il Governo a trattare con Bruxelles. É chiaro che questo è un fatto politico, a ritengo che anche le categorie produttive debbano mobilitarsi».

«Il punto focale è che le aziende aquilane e di tutti gli altri luoghi colpiti dal sisma fruendo dell’abbattimento delle tasse non hanno leso il principio della libera concorrenza – spiega Cialente – Semmai in seguito al sisma hanno invece subito la concorrenza degli altri [i]competitor [/i]e la riduzione delle tase è stata una forma di ristoro per queste realtà produttive. L’Europa deve comprenderlo». «E’ arrivato il momento che ci si sieda intorno ad un tavolo per vedere quali sono le tipologie di imprese che rientrano nella definizione della concorrenza».

Sullo sfondo incerto si affaccia invece una buona notizia: al ministero della Coesione sono stati sbloccati i 15 milioni destinati al rilancio del centro turistico del Gran Sasso. Con una operazione chirurgica la giunta ha riconosciuto il disavanzo di un milione mezzo di euro come debito fuori bilancio.

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