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Centrale a biomasse, Paganica si rassegna

di Antonella Calcagni

La popolazione di Paganica, in occasione dell’assemblea che si è tenuta sulla centrale a Biomasse (non c’era il sindaco Massimo Cialente) i cui lavori sono appena cominciati nel nucleo di Bazzano ha capito che è ormai troppo tardi per opporsi alla realizzazione dell’impianto.

«L’unica cosa che si può chiedere – ha spiegato il consigliere comunale, Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) – è che l’amministrazione comunale nomini una commissione di controllo sulle emissioni della ciminiera che si trova all’interno del Nucleo. I filtri e le emissioni devono essere monitorati». Ferella è consapevole che le emissioni dell’impianto di anidride carbonica equivalgono a quelle di qualche camino acceso, ma il suo timore, insieme a quello degli altri abitanti di Paganica, è che prima o poi, vista la cronica emergenza rifiuti, la centrale possa essere trasformata in un termovalorizzatore vero e proprio, che anziché legna possa bruciare rifiuti.

Rispetto al progetto originario, la Futuris aquilana srl non sarà più costretta a reperire pioppi, potrà bruciare invece tutti gli scarti di legno, avviando con il Comune dell’Aquila una proficua collaborazione. «Si stima che gli scarti del verde siano 200 tonnellate l’anno – riferisce Ferella – I pioppi non possono essere più piantati perché non lo prevede la nuova normativa in materia. Non si possono insomma trasformare tutte le zone agricole circostanti in pioppeti».

Eppure, sulla vicenda non si può ancora mettere la parola fine: a sorpresa si è scoperto che la serie infinita di ricorsi al Tar contro la realizzazione dell’impianto non si sarebbe esaurita. «A novembre i giudici amministrativi abruzzesi dovranno pronunciarsi ancora sul ricorso di alcuni cittadini di Monticchio che avevano presentato il loro ricorso più tardi rispetto agli altri soggetti – riferisce Ferella – Oggetto di questo atto è ancora una volta l’aspetto autorizzativo».

Come si ricorderà a concedere l’autorizzazione era stata direttamente la Regione Abruzzo, anche se il Comune dell’Aquila aveva partecipato alle conferenze dei servizi. L’amministrazione comunale solo dopo aver constatato la contrarietà all’opera dei residenti di Onna, Monticchio e Paganica, ha assunto un ruolo di mediatore sulla vicenda, chiedendo alla Futuris di cambiare sito. Nulla di tutto ciò è avvenuto. In possesso di una regolare autorizzazione, dopo aver atteso che le acque si calmassero la Futuris ha avviato il cantiere.

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