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Svimez, Abruzzo regione intermedia

Abruzzo regione intermedia nel panorama italiano, con alti tassi di scolarizzazione, disoccupazione contenuta, una densità industriale e un grado di apertura ai mercati internazionali poco distante dal Centro-Nord.

E’ quanto emerge dalla nota Svimez sui recenti andamenti economici della Regione “[i]L’Abruzzo nella crisi dell’economia italiana. Quali strategie per la ripresa dello sviluppo?[/i]” presentata nel corso del convegno “[i]Abruzzo, Mezzogiorno, Europa nella grande recessione economica. Quale futuro[/i]?” organizzato dalla fondazione PescarAbruzzo.

Secondo l’associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno, all’Abruzzo «serve però una spinta ulteriore verso una politica industriale attiva contro il rischio desertificazione e a sostegno della crescita dimensionale delle aziende, che valorizzi le aree interne con politiche di rigenerazione urbana, turismo verde, e le opportunità dell’Area Vasta Pescara-Chieti identificata dalla Svimez».

«Siamo all’interno di un sistema che sta soffrendo pesantemente, ma in cui accanto a punti di debolezza per la nostra regione esistono punti di forza su cui dobbiamo far leva. L’Abruzzo sta mettendo in campo preziose risorse per sostenere le sue imprese nel superamento della crisi ma, soprattutto, per farle crescere ed aiutarle a guardare il futuro e ai mercati internazionali», ha sottolineato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso del convegno che si è svolto nella sede della Fondazione Pescarabruzzo, con l’intervento del presidente della Svimez Adriano Giannola e del presidente della Fondazione Nicola Mattoscio, oltre al sottosegretario Giovanni Legnini.

«Abbiamo messo a punto una politica industriale in grado di sostenere l’aggregazionismo, di creare una nuova cultura aziendale – ha aggiunto Chiodi – sono nati così i Poli d’innovazione e le Reti d’impresa. Abbiamo varato provvedimenti a sostegno di imprese e dell’occupazione e possiamo dire di essere la prima regione d’Italia per quanto riguarda gli investimenti effettuati nel campo della ricerca e dell’innovazione. Uno dei punti di debolezza è che la nostra struttura imprenditoriale presenta una dimensione frammentata per cui esiste una maggiore difficoltà ad investire in ricerca e innovazione. La nostra non è una crisi finanziaria, ma una crisi strutturale, industriale in cui le nostre imprese perdono quote di mercato ogni giorno che passa. Dobbiamo giocare una partita importante, ma ricordiamo che la crisi che sta mordendo anche noi può rappresentare una grande occasione di cambiamento, un’opportunità da cogliere».

Chiodi ha molto apprezzato la relazione Svimez sui recenti andamenti economici della regione. «L’aiuto della Svimez – ha concluso – è per noi molto importante perchè consente di attuare strategie su dati che non sono discutibili e sono molto apprezzabili perchè evidenziano una regione con una posizione intermedia a metà strada nel panorama italiano».

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