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L’Aquila, la migrazione degli studenti

I portavoce di Azione universitaria e Lista Aperta L’Aquila, attraverso una nota, commentano quella che gli stessi definiscono la «fiction “Ritorno a Roio”», vale a dire il ritorno nella sede universitaria di Roio degli studenti.

«Vogliamo partire da quelli che sono presupposti fondamentali – si legge nella nota – Il complesso di Roio non è ancora stato recuperato integralmente, manca il cosiddetto “edificio vecchio” dove erano collocati tutti gli uffici e vi si teneva qualche lezione. Economia deve lasciare l’attuale sede della Reiss Romoli. Il dipartimento Dicea è l’unico pronto a lasciare la collocazione attuale».

«Con questi presupposti alla mano, che sono triste realtà ma pur sempre realtà, ragion per cui bisogna farci i conti – si legge ancora nella nota – la situazione attuale vede i corsi di laurea di economia costretti a lasciare la Reiss e a collocarsi presso la Ex-Optimes, dove tra l’altro si riunirebbero con quello che è il dipartimento che li eroga, cioè il dipartimento di ingegneria industriale (Diiie) e fin qui nulla di strano. Bisogna quindi far spazio ai nuovi “ospiti” e ciò avverrà con il trasferimento di scienze motorie agli edifici di Coppito 1 e con il trasferimento a Roio dell’intero dipartimento Dicea (triennali e rispettive specialistiche di civile e ambientale ed edile-architettura) con i relativi uffici e della magistrale di ingegneria chimica. Perché proprio questi? Perché sono stati gli unici a dare la disponibilità a cambiare l’attuale locazione».

«Fermo restando che è volontà di tutti poter tornare nella sede storica di ingegneria – commentano i portavoce di Azione universitaria e Lista Aperta – ciò deve avvenire in maniera “piena”, garantendo cioè pieni servizi agli studenti, e, dunque, la soluzione appena illustrata ci sembra essere l’unica realisticamente perseguibile e che tenga conto della realtà sopra citata dalla quale non si può prescindere».

«L’altra soluzione – aggiungono – sarebbe quella di spostare tutti i corsi di laurea di ingegneria a Roio. Secondo alcuni, le 45 aule agibili a Roio sarebbero sufficienti sia per ospitare l’intera didattica di ingegneria, sia per adibire alcune di queste aule per il ricevimento. Inoltre, secondo gli stessi, la struttura della Ex-optimes, con 33 aule a cui vanno aggiunte quelle che saranno liberate da scienze motorie, sarebbe insufficiente per ospitare i corsi del Diiie e del Disim. Cosa non vera considerato il numero delle aule necessarie ad economia, ma continuiamo a seguire il ragionamento. A questo punto sorgerebbe una domanda: se le aule della Ex-optimes sono, a detta di alcuni, insufficienti ad ospitare tutti i corsi del Disim e del Diiie, come si può pensare che con le poche aule presenti in più a Roio, meno di 10, ci sia la possibilità di ospitare le lezioni dl Diiie, Disim e Dicea e che parte di queste siano anche adibite al ricevimento degli studenti? La risposta è semplice: anche nel caso in cui si riuscisse a spostare tutti i corsi a Roio, tutti gli uffici dovrebbero essere lasciati a Pile, per cui gli studenti si ritroverebbero in una sede universitaria priva di segreteria didattica, di segreteria di dipartimento e, soprattutto, priva degli uffici dei professori. Questo significa che per ricevimenti e per questioni burocratiche lo studente deve mettere in conto di perdere la giornata. Questo sì che sarebbe uno spezzatino deleterio e indigesto. Immaginate voi una sede in cui si svolgono le sole lezioni e poi tutto il resto è a chilometri di distanza? Non è pensabile nella maniera più assoluta. Inoltre non è assurdo che un dipartimento abbia una sede propria visto che questi è perfettamente autonomo a livello didattico e finanziario come prevede la legge 240. Questo non significa che siamo contrari alla scuola di ingegneria, è lecito pensare ad una struttura di raccordo che coordini le attività dei dipartimenti, ma questi ultimi rimangono pur sempre autonomi tra loro. Non deve spaventare quindi il fatto che un dipartimento rimanga “isolato”, soprattutto se questa, “ri-ahinoi”, è l’unica soluzione possibile».

«La novità degli ultimi giorni – conclude la nota di Azione universitaria e Lista Aperta – è che anche il primo anno di Dicea verrà spostato a Roio. Nessuna piccola vittoria di piccoli eroi, semplicemente buonsenso di alcuni professori che hanno percepito la permanenza del primo anno del Dicea alla Ex-optimes come un problema per gli studenti di anni successivi al primo che hanno la necessità di seguire alcuni corsi del primo anno. Riteniamo quindi che la soluzione “solo Dicea” a Roio sia obbligata e l’unica fattibile. Per cui ci sembra inopportuno portare avanti battaglie che hanno sfondo demagogico, ma ci faremo trovare pronti per fare in modo che, nell’eventualità in cui si salga a Roio, perché nulla è ancora sicuro, sia tutto in regola dal punto di vista dell’agibilità e da quello dei servizi di cui noi studenti non possiamo in alcun modo fare a meno. Sono inaccettabili inoltre trasferimenti durante l’anno accademico».

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