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Cultura, «Cialente scelga nuovo assessore»

«La cultura, nelle sue variegate sfaccettature, è stata, sin dall’immediato dopoguerra e per merito del Gruppo Artisti Aquilani, un fiore all’occhiello della città capoluogo». A sottolinearlo, attraverso una nota, sono i portavoce dell’Assemblea cittadina dell’Aquila.

«Messa letteralmente in ginocchio dal sisma del 6 aprile, a causa della pressoché totale distruzione fisica della vasta rete museale, delle strutture operative dedicate ad attività musicali, teatrali, cinematografiche, e così via – prosegue la nota – prova orgogliosamente a rialzarsi, facendo perno sull’ambiziosa candidatura di “L’Aquila Capitale europea della cultura 2019”. Le recenti dimissioni della neosenatrice Stefania Pezzopane dalla carica di assessore al Comune dell’Aquila con delega anche al settore della Cultura sarebbero state un’utile opportunità per affidare la guida di un nuovo assessorato, istituito ad hoc, ad una personalità di assoluto prestigio nazionale, non necessariamente di origini aquilane o abruzzesi. L’opposta scelta del sindaco part-time Massimo Cialente, impegnato com’è ‘a mezzadria’ nella sua professione di medico alla Asl dell’Aquila, di riservare a sé stesso tale delega ha lasciato, per ovvie ragioni di buon senso, perplessi, se non addirittura allibiti, i cittadini riuniti in Assemblea che hanno discusso, lo scorso mercoledì, circa tale decisione».

«L’Assemblea – si legge ancora nella nota – si è ragionevolmente chiesta: quanto tempo potrà dedicare lo stacanovista sindaco ad un settore così delicato, che, oltre ad una specifica e non solo generica competenza, richiede e pretende una totale ed esclusiva dedizione a tempo pieno? Questa amara conclusione è stata ulteriormente avvalorata dalla lettura del recentissimo post del primo cittadino, sulla sua bacheca di Facebook, dove scrive tra l’altro, in risposta ad un’imbarazzante domanda posta da un suo amico ‘facebucchiano’: “[i]Devo fare, per legge, essendo sindaco, 26 ore a settimana, presso la Asl si intende, potendo sottrarre le ore di giunta o consiglio comunale, come tutti gli altri consiglieri comunali per quanto riguarda le commissioni o consiglio. Come ho organizzato la mia vita? Se non ho impegni istituzionali, o non vado a Roma come ora, vado in Comune la mattina alle 8,30 e tiro senza sosta sino alle 18,30-19 (anche perché i dipendenti e dirigenti se ne vanno prima). Dopo vado alla Asl, dove lavoro, nella mia stanza sino, di solito, alle 22. Poiché sono sempre sotto con le ore (considera ad esempio assemblee serali o maggioranze ecc), il sabato, escludendo matrimoni da celebrare o qualche manifestazione dove devo essere presente, lavoro pressoché tutto il giorno alla Asl. E’ pesante, soprattutto per la mia famiglia, ma devo dire che mi piace quello che sto facendo. Tra l’altro alla Asl mi rassereno, non vi sono i casini che incontro ogni giorno[/i]”».

«Se la cultura non è per antonomasia “un casino”, ma all’opposto “è come è” una delle leve fondamentali per la rinascita/resurrezione dell’attuale città fantasma, o morta che dir si voglia – commentano i portavoce dell’assemblea cittadina – per quali oscure ragioni è rimasta accentrata nelle mani di chi non riesce a fronteggiare con la dovuta efficienza e tempestività i già gravosi ed oggettivamente complessi impegni della ricostruzione fisica, sociale e civica della diasporizzata comunità aquilana? La conclamata, supponente, autoreferenzialità del sindaco, è più che nota. Ed è una brutta bestia. Mai come in questo caso la scelta condizionata da una sorta di “cecità accentratrice” relegherà anche questo vitale comparto in uno dei tanti angolini bui di una fantasmatica ricostruzione di là da venire. L’ovvio consiglio: almeno per una volta, signor sindaco, per il bene della città, condivida i suggerimenti dell’Assemblea cittadina e dia, prima che sia troppo tardi, quella benedetta delega sulla cultura a chi quella parola sa ben masticare, “da mane a sera”».

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