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Cialente, «Ecco perché ho rimosso Pietrucci»

Non accenna a perdere potenza la bufera nata dalla rottura tra il Primo cittadino dell’Aquila Massimo Cialente e Pierpaolo Pietrucci, al quale lo stesso sindaco ha recentemente revocato l’incarico di capogabinetto.

Dopo un serrato botta e risposta a distanza sulle pagine del [i]social network[/i] Facebook, che ha visto anche la partecipazione, a margine, di numerosi cittadini aquilani che hanno voluto esprimere pubblicamente opinioni e dissenso, Cialente ha scelto la via ufficiale, un comunicato su carta intestata inviato dall’ufficio stampa del Comune dell’Aquila, per ribadire le motivazioni alla base della frattura insanabile tra lui e Pietrucci.

Motivazioni che Cialente torna a sottolineare, questa volta con dovizia di particolari, perché, spiega, i cittadini chiedono «una grande trasparenza e vogliono conoscere ed essere informati precisamente su quanto avviene nel Comune», anche se, ammette, si tratta di una vicenda «al confine tra il politico e il personale».

Il rapporto tra sindaco e capogabinetto, infatti, è puramente “fiduciario”, essendo questo un incarico puramente politico che può essere revocato in ogni momento dal Primo cittadino, ma Pietrucci resta comunque un dipendente del Comune dell’Aquila essendo risultato vincitore di concorso pubblico nel 2009, cioè durante il primo mandato del sindaco Cialente.

Il primo cittadino, in particolare, nella sua nota insiste sui presunti rapporti tra Pietrucci e i cronisti di un «giornale che viene stampato e gratuitamente diffuso». Una pubblicazione che, secondo Cialente, verrebbe utilizzata come «strumento di pressione politica, spesso a servizio di determinati interessi».

Il Primo cittadino ritiene che a L’Aquila, «come in tutte le città di provincia», spesso la vita politica viene influenzata da «gossip, calunnia e dietrologie che addirittura, a volte, riescono a dettare l’agenda alla politica». Per Cialente si tratta degli «effetti collaterali di una sana democrazia», ma, aggiunge, «molto modestamente, nell’interesse della mia città, del mio operare di sindaco, cerco di tenere a bada questi aspetti, ad esempio, resistendo anche a raccomandazioni più o meno minacciose, ribadendo a tutti che tutti i cittadini, a partire dagli imprenditori, per me sono uguali».

«Ho un grande rispetto della stampa, sia di quella che mi ha in simpatia, sia di quella che non mi può vedere», sottolinea Cialente, precisando però che, a suo parere, certi giornali «in nome di un rinnovato linguaggio e rinnovato costume della politica e del modo di fare politica, vadano combattuti in un solo modo, ignorandoli ed isolandoli».

«Ripetutamente – ribadisce il sindaco – a Pierpaolo Pietrucci, che ho sempre incitato investendo su di lui, ho spiegato questo mio atteggiamento, che è politico e non personale, cercando di fargli capire, soprattutto, che coloro che si affacciano per un rinnovamento della politica devono utilizzare strumenti nuovi, ma soprattutto etici rispetto alla comunità. Lo avevo spiegato anche al direttore generale Cordeschi, altro mio strettissimo collaboratore, che non mi volle ascoltare». «Negli ultimi mesi, ripetutamente – insiste Cialente – avevo consigliato e chiesto a Pietrucci di evitare, in nome di una scelta politica, queste frequentazioni, poiché quando si parla del Comune dell’Aquila si danno notizie, non si tentano azioni di ridicolo sciacallaggio». «Trovo aberrante – ribadisce il Primo Cittadino – che il capo di gabinetto si incontri, parli, e si confidi con chi negli stessi giorni, per attaccare alcune scelte dell’amministrazione, ingiuria non tanto il sindaco quanto gli assessori. La città non capisce da che parte si sta, ma soprattutto non lo capiva più il sindaco».

Cialente conclude elargendo a Pietrucci «consigli paterni» e insegnamenti etici. «Proprio perché vuole essere testimone di un modo nuovo di fare politica – dice – ritengo che del rigore e della lealtà debba fare i binari di un percorso che gli auguro utile alla nostra comunità. Lui sa, quindi, che anche per fargli comprendere come deve essere eticamente vissuto l’impegno politico, come ripetutamente anticipatogli, sono stato costretto a rimuoverlo. Spero ancora una volta, di averlo aiutato a capire che la politica è anzitutto una scelta etica».

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