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Accord phoenix, «Rendere noto il Piano industriale»

«Per quanto riguarda le sorti del Polo elettronico negli ultimi mesi, e con maggiore insistenza in questi giorni, si fa largo l’ipotesi dell’insediamento di una nuova azienda, la Accord Phoenix, che si occuperebbe di smaltimento di materiali elettronici con conseguente assunzione di parecchie decine di lavoratori, in particolare quelli attualmente in cassa integrazione». E’ quanto afferma il gruppo consiliare di Appello per L’Aquila in una nota.

«E’ chiaro che una notizia del genere non può che essere salutata con soddisfazione e gioia dai lavoratori e da tutta la città. Per quanto ci riguarda – fa sapere la nota – da qualche settimana ci stiamo interessando della vicenda anche analizzando le prospettive e le strategie del settore specifico di attività e acquisendo informazioni sull’azienda interessata all’operazione. Infatti è chiaro che l’insediamento, per cui la Accord Phoenix chiede 20 milioni di euro di contributi pubblici, dovrebbe garantire un’occupazione stabile e sicura oltre a lavorazioni sostenibili con il territorio e con l’ambiente e in linea rispetto a un disegno strategico di sviluppo industriale complessivo di tutto il comprensorio. Per effettuare valutazioni serie e accurate occorre quindi conoscere il piano industriale, senza il quale ogni tipo di commento è basato sulle emozioni e quindi, a livello industriale, sul nulla. E siamo certi che, come noi, anche i lavoratori e le parti sociali siano ansiosi di conoscerlo».

«Chiediamo quindi che il Sindaco renda noto subito il piano industriale avviando un confronto con le parti sociali e tutti gli interessati. Noi lo siamo – dice la nota di Appello per L’Aquila – e ci vogliamo rendere utili anche perché in passato l’agire solitario nelle vicende del Polo elettronico ha portato a scelte di cui oggi tutti possono constatare amaramente il fallimento. Siamo quindi pronti a lavorare insieme a tutte le parti interessate e a dare il nostro contributo per raggiungere l’obiettivo e fare in modo che il denaro pubblico venga investito, almeno questa volta, nella giusta direzione garantendo lavoro degno e stabile per molti».

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