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Ricostruzione, «Una soluzione per garantire risorse»

«La Corte dei Conti, nel rapporto 2013, ha dichiarato che l’Amministrazione negli ultimi 12 anni ha emesso ruoli per 596,1 miliardi di euro incassandone solo l’11,6%, cifra confermata dal presidente di Equitalia Attilio Befera che ha aggiunto che esiste una palese impossibilità di riscuotere». A comunicarlo è il presidente di Apindustria L’Aquila Luciano Mari Fiamma.

«Alla luce di questo – continua Fiamma – data la scarsità di risorse da destinare al pur improrogabile problema della ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 2009, si potrebbe proporre una soluzione conveniente anche per le casse dello Stato. Sicuramente nell’ambito dei 596,1 miliardi c’è anche la quota della Regione Abruzzo che, date le proporzioni, ammonterà a diversi miliardi, anch’essi evidentemente di difficile riscossione».

«La proposta – aggiunge – è che il Parlamento, con il fine di destinare risorse alle zone colpite, approvi uno specifico condono per l’Abruzzo riguardante esclusivamente sanzioni e penali applicando al contempo l’interesse del 3% e prevedendo un primo acconto del 20%, con garanzia di fideiussione bancaria e/o assicurativa, ed il successivo pagamento in 4 rate semestrali della somma restante. Si consideri che gran parte delle contestazioni e le relative difficoltà di riscossione derivano dal fatto che, ad esempio, per un’imposta di euro 1000 si arriva con sanzioni penali ed interessi a 25.000 – 30.000 euro finali e, di conseguenza, all’esasperazione registrata nei confronti di Equitalia da parte di moltissimi imprenditori».

«In questo modo – sottolinea Fiamma – dunque, si registrerebbero maggiori disponibilità a saldare il debito con l’amministrazione e si potrebbero convogliare i flussi, altrimenti non riscuotibili, direttamente nella ricostruzione senza andare ad intaccare ulteriormente il bilancio dello Stato».

«Per fare questo – conclude – però, si rende necessario il coinvolgimento di tutte le parti regionali, politiche, tecniche, sindacali e datoriali, al fine di convogliare tutti gli sforzi nella stessa direzione dato che è ormai chiaro il fatto che la ricostruzione dell’area cratere è solo un fatto economico e non di procedure.

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