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Presunte tangenti sanità, Pace condannato in Appello a 2 anni

La Corte d’Appello dell’Aquila ha parzialmente riformato la sentenza di assoluzione del gup del tribunale di Pescara e ha quindi condannato l’ex presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace, e l’ex vice presidente della Fira, Vincenzo Trozzi, rispettivamente a due anni e a un anno e quattro mesi per il reato di concussione per induzione, nell’ambito della vicenda su presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese.

La Corte d’Appello ha però confermato l’assoluzione di Pace e Trozzi dal reato di associazione per delinquere e ha inoltre dichiarato prescritto il reato di abuso. I due inoltre dovranno risarcire, come danno morale, 100 mila euro alla Regione.

L’avvocato Massimo Cirulli, difensore di Pace e Trozzi, ha annunciato che farà ricorso in Cassazione. Il ricorso in Appello era stato presentato dai pm del processo sanitopoli Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, che in sede di rito abbreviato davanti al gup di Pescara avevano chiesto quattro anni per Pace e tre anni e sei mesi per Trozzi.

Sempre la Corte d’Appello ha invece assolto l’avvocato romano Pietro Anello, che era stato condannato dal gup di Pescara a quattro anni per associazione per delinquere, abuso e truffa aggravata.

Secondo l’accusa l’ex presidente avrebbe ottenuto dall’ex titolare della clinica Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, quale contributo elettorale, una presunta tangente da 100 mila euro, ricevuta poi materialmente da Trozzi nella sede della Fira, la finanziaria regionale abruzzese. Sempre per l’accusa, l’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, avrebbe pagato, tra ottobre e dicembre 2004, ad Anello, 250 mila euro per ottenere una perizia favorevole. In quel periodo Anello si stava occupando, per conto della Fira, degli aspetti tecnico giuridici riguardanti la prima cartolarizzazione.

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