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Maxi-bollette, una famiglia: «Non riusciamo a pagare»

Una stangata da 4.800 euro. È quanto si è visto arrivare a casa una famiglia del Progetto Case di Sant’Antonio. È il famigerato conguaglio per i consumi di acqua, gas e corrente elettrica che, si sapeva, prima o poi doveva arrivare agli aquilani ospiti delle new town. Ma per una famiglia di 4 persone, due bimbi piccoli e genitori senza lavoro, è uno scoglio troppo grande da superare. E così ieri mattina S.D. 39 anni, ha afferrato la bolletta ed è corso agli uffici del Servizio Progetto Case e consumi di via Roma per cercare un appiglio, un «veniamoci incontro».

Le norme dicono che quella bolletta deve essere pagata in rate da 267 euro al mese in 18 mesi. Niente deroghe. L’unica: avere un Isee relativo al 2011 non superiore a 8.500 euro. E se i problemi economici sono cominciati dopo? È il caso di S.D. e sua moglie. Lei cassintegrata del Gruppo Compel, prende un assegno di 700 euro che scadrà il 18 ottobre; lui riceve un assegno di disoccupazione di 680 euro, dopo che la ditta per la quale lavorava ha fallito. A ottobre anche per lui cesserà questo piccolo aiuto economico.

«Noi vogliamo pagare tutto», spiega, «ma non ce la facciamo. Chiediamo soltanto di poter dilazionare le rate a 24 o 36 mesi». Con due bimbi da crescere, altre spese vive da mantenere e con la prospettiva di non avere entrate a partire da ottobre, non è facile stare tranquilli.

Come la famiglia di S.D. a Sant’Antonio ci sono decine di altre persone con lo stesso problema che ieri mattina sono andate a dire «dateci una mano» agli impiegati del Comune. Ma, si sa, la burocrazia è cieca e sorda. Presto la situazione si replicherà negli altri quartieri, Sassa e Pagliare per primi.

[i]di Marianna Gianforte[/i]

[i]Fonte: IlCentro[/i]