IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Leader Ue: benvenuta Croazia

I leader europei salutano l’arrivo nella famiglia Ue della Croazia, che da lunedì primo luglio sarà ufficialmente il suo 28esimo stato membro, e aprono la porta alla Serbia, dando l’ok all’avvio dei negoziati di adesione di Belgrado «al più tardi da gennaio 2014». Via libera anche alle trattative per un accordo di associazione con il Kosovo.

«Fra due giorni la Croazia diventerà il 28esimo Stato membro dell’Unione, si tratta di un vero momento storico», ha detto il presidente dell’Ue, Herman Van Rompuy, all’apertura dei lavori fra gli applausi dei capi di stato e di governo dei 27 e davanti al premier croato Zoran Milanovic. L’adesione offrirà alla Croazia «nuove opportunità e nuove responsabilità», ha aggiunto Van Rompuy. Questo allargamento dell’Ue segue quello del 2007, che ha visto l’adesione di Bulgaria e Romania.

Commosso Milanociv, che ha assicurato agli altri leader europei che il suo Paese sarà all’altezza delle aspettative e che «farà di tutto per aiutare» i vicini dei Balcani occidentali ad unirsi a loro volta all’Unione.

«E’ stata dura, ma sapevamo che ce l’avremmo fatta, grazie all’aiuto di tutti». Ad un passo dall’ingresso del suo Paese nell’Unione europea, esprime una gioia incontenibile il primo capo della rappresentanza permanente dell’Ue in Croazia, Branko Baricevic. Ambasciatore presso l’Ue dal 2005 al 2012, Baricevic ha vissuto in prima fila tutto il percorso dei negoziati di adesione della Croazia, «più lunghi di quanto ci aspettassimo».

Principali scogli di quasi sei anni di colloqui, prima la collaborazione con il Tpi e poi la disputa sui confini con la Slovenia. «L’Aja e Lubiana ci hanno bloccato quasi un anno ciascuna, ritardando il processo, ma faceva parte del gioco» spiega Baricevic, che si dice ”molto contento” di come la Slovenia poi abbia ratificato il trattato di adesione all’Ue di Zagabria. «Il nostro premier e il ministro degli esteri sono stati invitati dal Parlamento sloveno, che ha votato all’unanimità, è stato molto bello» racconta l’ambasciatore.

Ma l’emozione più forte «è stata due anni fa: il sì dell’Europarlamento a Strasburgo, con i nostri parlamentari in galleria» ricorda Baricevic. Una tappa cruciale è stata la visita del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ad aprile 2011 a Zagabria. «Ha avuto lunghi colloqui con il presidente Ivo Josipovic e con il premier Jadranka Kosar, perché all’epoca non tutti erano ancora convinti di dare la luce verde alla Croazia», racconta l’ambasciatore croato.

I nodi interni più complicati da sciogliere sono stati quelli degli aiuti di Stato e della privatizzazione dei cantieri navali. Ma adesso è solo il momento della festa e Baricevic tiene a ringraziare anche l’Italia: «Ci ha prestato un Caravaggio, ‘La cena di Emmaus’, per tre mesi. Sarà esposto al nostro museo di Zagabria durante l’estate: è un bel regalo».

X