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Valle Siciliana, «Salviamo il servizio 118»

di Fabiana De Rosa

Giovedì scorso si è tenuta ad Isola del Gran Sasso al Palaisola una importante riunione alla quale hanno partecipato i sindaci dei quattro comuni della Valle Siciliana – Isola del Gran Sasso, Castelli, Colledara e Castel Castagna – il presidente Sergio D’Ascenzo e gli operatori della Croce Bianca e la cittadinanza.

Une protesta per salvare il servizio 118 per l’area montana. L’eliminazione della postazione di pronto soccorso prevista dalla Asl, sarebbe infatti un dramma per l’intera sicurezza del territorio e della popolazione.

Si tratta di una battaglia al fine di salvaguardare la salute del popolo della montagna.

Il pericolo infatti è quello di una chiusura della postazioni di soccorso esistenti ed in particolare quelle più lontane dall’ospedale e dal primo soccorso.

Le normative europee ed ormai consolidate, recepite dal Ministero della Salute stabiliscono i tempi massimi d’intervento in caso di infarto in 8 minuti nell’ambito urbano e 20 in quello extraurbano: con la chiusura della postazione di primo soccorso si andrebbe addirittura oltre i 20 minuti, i quali darebbero poche possibilità di sopravvivenza all’infortunato. Infatti, in caso di un arresto cardiaco in 20 minuti il cervello, se non prontamente soccorso, muore almeno tre volte.

Rimanere in montagna, in questo caso, in un territorio sempre meno sicuro, significa diventare cittadini che rinunciano alla propria tutela.

Inoltre, dal provvedimento di chiusura previsto, non sembrerebbe emergere alcun risparmio della spesa: si andrebbero infatti ad aumentare altre due postazioni medicalizzate in centri più grandi operando così uno squilibrio territoriale. Inoltre la sanità pubblica si vedrebbe aumentare i costi per l’incremento di pazienti semi infartuati e colpiti da postumi più gravi causati dai ritardi.

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